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Boxe, la romagnola Simona Galassi sul ring per il titolo mondiale a Città del Messico

Sport Emilia Romagna | 17:49 - 11 Dicembre 2015 Boxe, la romagnola Simona Galassi sul ring per il titolo mondiale a Città del Messico

Sabato sera l'esperta Simona Galassi (43 anni) disputerà il titolo mondiale di pugilato a Città del Messico contro la la giovane messicana (27 anni) iridata Wbc dei mosca Jessica "Kika" Chavez.
Simona è un'agguerrita pugilessa sempre alla ricerca di sfide che sulla carta sembrerebbero impossibili. Infatti la romagnola è andata a cercare di strappare il titolo a Jessica Chavez proprio a casa sua, a circa 2500 metri di altezza, sfidando per l'ennesima volta anagrafe e anche la fisiologia ( l'altura incide in modo molto negativo sulla performance fisica se non esiste un pre adattamento).

Intervista a Simona Galassi

Come ti sei preparata per questo match?

Come al solito svolgo la parte tecnica con Alessandro Duran mentre tutto il programma di allenamento lo cura come di consueto il mio preparatore fisico Davide Carli.
Comunque a parte le problematiche relative  all'altura non ho fatto nulla di diverso da i soliti appuntamenti perché io do sempre il 100% per ogni impegno.


Quali sono le motivazioni che ti spingono ad affrontare questa ennesima sfida?

Fisicamente non posso dire di essere uguale a vent'anni fa anche se mi sento molto in forma... però mentalmente mi sembra di essere, come dice Duran, la stessa "ragazzina" di un tempo... Quindi sento di avere ancora quella motivazione agonistica che ti spinge verso il confronto. Poi sono certa di avere ancora qualche asso nella manica da giocare e lo voglio utilizzare proprio in questa occasione.
Negli ultimi due assalti al Mondiale non ho conquistato il titolo per un soffio...  domani darò davvero il tutto per tutto.


Il problema dell' altura come l'hai risolto?

Siccome sono stata informata solo  15 giorni prima di questo, mi sono sentita davvero cadere il mondo addosso, ma per fortuna il mio preparatore fisico Davide Carli e molto competente a 360 gradi ed inoltre collabora con dei professionisti di calibro mondiale. Infatti per me ha chiesto una consulenza anche al prof Francesco Conconi, dott Guido Porcellini e dott Luca Belli, tre professionisti che hanno dettato e dettano la storia dello sport olimpico.
Con qualche strategia in allenamento, un mix di antiossidanti ed una nutrizione molto particolare siamo riusciti a risolvere parte dei problemi.
Comunque, nonostante le attenzioni del mio preparatore, l'impatto è stato molto duro perché al primo allenamento in altura mi sembrava di avere un mattone dentro lo stomaco...
Fortunatamente l'adattamento è stato molto rapido ed ora mi sento al 100%, cosa che poi verificherò direttamente sul ring.


A livello di interesse, qual è la differenza tra il pugilato femminile italiano e quello americano?
Qui in Messico ogni giorno ci sono interviste con le televisioni in reporter conferenze dove e le sale si riempiono di giornalisti e telecamere e tantissima gente segue tutte queste manifestazioni...  le donne sono considerate al pari degli uomini tanto che il clou di questo evento sarà proprio il nostro mondiale, mentre nel sottoclou una semifinale mondiale di uomini. Ancora una cosa qui l'amore dei messicani per il pugilato è tale per cui ho trovato tantissimo sostegno supporto e un aiuto incredibilmente vasto da parte di alcuni di loro: disponibilità a farmi girare per la città; trasporto alla palestra da utilizzare come se fosse mia; alimentazione secondo le mie preferenze; ecc. Insomma mi trattano con grande rispetto,  come una di loro!!!

Intervista al suo preparatore, il riminese Davide Carli
 
Cosa hai cercato di far prevalere nella preparazione fisica di Simona Galassi?

L'avversaria di Simona è più bassa e molto tamugna... quindi Simona dovrà cercare di anticiparla cercando di gestire ritmo e distanza secondo le proprie esigenze. Quindi ho cercato di incrementare la velocità e potenza esplosiva. Purtroppo è una lotta contro l'anagrafica perché la fisiologia dice che è molto difficile se non impossibile incrementare la velocità a 43 anni.
Invece devo dire che, grazie alla determinazione di Simona e lavorando sulle "componenti trasversali" (capacità motorie che possono incrementare la velocità indirettamente) siamo riusciti ugualmente a raggiungere un'ottima rapidità.
Inoltre ho cercato di formulare una nutrizione-integrazione che gli consenta di contrastare molto lo stress specialmente quello così ossidativo.


Quali sono le difficoltà maggiori che riscontri nell'allenamento di un atleta di età maggiore?

Simona ha la stessa grinta e determinazione di una ventenne... quindi è sempre molto bello ed emozionante prepararla. Il problema fondamentale sta nel recupero e nei frequenti infortuni.
La periodizzazione dell'allenamento deve essere scelta con tantissima attenzione. Allo stesso modo bisogna dedicare molto tempo alla prevenzione degli infortuni perché le strutture non sono più elastiche come un tempo.


In tutti i tuoi anni di insegnamento non ti è più capitato di incontrare un atleta femminile del calibro di Simona Galassi?

Fino adesso di Simona ce n'è solo una a meno che qualcuno non dimostri il contrario sopra il ring... però devo ammettere che in palestra sto tirando su addirittura due esordienti molto molto forti che si stan facendo strada a suon di spallate: Stella Bartoletti e Valentina Leardini. Infatti queste due atlete, nonostante la pochissima esperienza, hanno già vinto il campionato italiano a squadre di pugilato.

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