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Servizio idrico, il Consiglio Comunale di Rimini dice no alla gestione pubblica totale

Ambiente Rimini | 13:21 - 10 Dicembre 2015 Servizio idrico, il Consiglio Comunale di Rimini dice no alla gestione pubblica totale

Il Consiglio Comunale ha approvato con 16 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto l’atto di indirizzo sulla posizione che il Comune di Rimini esprimerà in sede di consiglio d’ambito locale di Atersir in merito alle modalità di affidamento del Servizio idrico integrato per il bacino di Rimini. L’atto di indirizzo individua nella gara europea la modalità di affidamento del servizio attualmente in scadenza, modalità prevista dalla legge che regola la materia. 

“L’acqua è un servizio che più di altri ha un impatto ‘politico’ e questo comporta che spesso nel dibattito si perda di vista l’obiettivo, ovvero la soddisfazione dei cittadini – sottolinea l’assessore alle Partecipate Gian Luca Brasini – E’ il caso quindi di partire dall’interesse e dalle aspettative che i cittadini ripongono su questo tema, ovvero costi e qualità del servizio idrico integrato, a prescindere dalle modalità di affidamento. La situazione attuale sul nostro territorio è facilmente sintetizzabile: i cittadini e i Comuni possono contare su un’acqua qualitativamente buona, con una tariffa più bassa rispetto ad altri ambiti e su un altissimo tasso di investimenti (il più alto oggi in Italia) volti a potenziare e migliorare l’intero sistema. Questo anche in virtù di un elevatissimo grado di presidio pubblico su un servizio così importante socialmente ed economicamente. Sgombrando il campo da qualsiasi approccio ideologico, la realtà si presenta così composta: la gestione della programmazione degli investimenti e l’attività di controllo del Sistema idrico integrato è in capo a un soggetto totalmente pubblico, ovvero Atersir, espressione dei sindaci dell’ambito locale; la tariffa è di esclusiva competenza di un altro ente pubblico, l'Autorità  Pubblica Indipendente per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico; le fonti, così come le reti, sono di proprietà pubblica (le prime in  capo a Romagna Acque, case history per l’Italia, le seconde ad Amir e società Sis). Quinta e ultima parte del processo è la gestione dell’acqua, oggetto dell’affidamento di cui abbiamo discusso, attualmente in capo ad un soggetto a maggioranza pubblico e che alla scadenza sarà affidato di un soggetto industriale attraverso gara europea. L’acqua dunque per quattro quinti è pubblica e continuerà ad esserlo”. “Questo processo, come detto, ci riconsegna un servizio che i cittadini possono percepire di alta qualità, a partire dalla tariffa accessibile e sostenibile, con un costo inferiore rispetto ad altri ambiti e che vede Rimini tra i 37 comuni capoluoghi con le tariffe dell’idrico più basse in Italia. In secondo luogo i cittadini e i comuni possono constatare l’impatto degli investimenti fatti e pianificati nei prossimi anni, investimenti  funzionali e validi per potenziare il sistema idrico integrato. Abbiamo sotto gli occhi l’esempio del Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato, a tutela dell’acqua del mare, l’acqua ‘più’ pubblica che esista. E’ grazie all’impegno pubblico e alla gestione della risorsa idrica pubblica che portiamo avanti a Rimini così come in Romagna che tuteliamo il mare, l’acqua appunto più pubblica che esista al mondo”. 

“La scelta di andare a gara per l’affidamento della gestione del servizio idrico – conclude l’assessore Brasini - arriva dopo approfondite analisi dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale sulle altre opzioni in campo (la cosiddetta gara a doppio oggetto e la modalità di affidamento in house) e soprattutto tenendo conto che allo stato attuale possiamo contare su un servizio, fortemente incentrata sul controllo pubblico, che soddisfa cittadini e Comuni. E questo in linea piena con quanto deciso dai cittadini attraverso il referendum del 2011: senza quel passaggio oggi ci troveremmo in questo consiglio comunale a decidere se privatizzare o meno Romagna Acque”.