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L'Ausl spaccia l'ospedale di Novafeltria per quello che non è, comitato all'attacco

Sanità Novafeltria | 13:44 - 25 Novembre 2015 L'Ausl spaccia l'ospedale di Novafeltria per quello che non è, comitato all'attacco

Il comitato "Giù le mani dall'ospedale di Novafeltria" continua ad attaccare l'Ausl Romagna e il dg Marcello Tonini, ribadendo attraverso il suo portavoce Livio Cursi la preoccupazione per il futuro del "Sacra Famiglia". Cursi ricorda l'appello ai sindaci dell'Alta Valmarecchia affinchè chiedano conto alla Regione Emilia Romagna del mancato inserimento del nosocomio novafeltriese come presidio ospedaliero in area disagiata, all'interno del documento di attuazione del Decreto ministeriale 70/2015 in fase di deliberazione. La Regione, per voce anche del suo Presidente Bonaccini, aveva offerto rassicurazioni per l'ospedale di Novafeltria, che avrebbe ricevuto quello status utile ad evitare depotenziamenti o trasformazione in un ospedale di comunità. Al contrario, secondo Cursi, per il dg Tonini il Sacra Famiglia sarebbe indirizzato proprio verso quella destinazione. Un conflitto che, secondo il portavoce del Comitato, fa sorgere la domanda: "Chi governa la sanità, la conferenza dei Sindaci (Conferenza Territoriale Socio Sanitaria) o l'Ausl? L'Assessore alla sanità Venturi o tutto il potere è nelle mani del dr. Tonini?".


In seguito l'attacco all'Ausl, relativamente alla nota in cui si menzionavano i 5 milioni di euro spesi in 5 anni per l'ospedale di Novafeltria: "In cambio di tutto questo fiume di denaro, abbiamo ricevuto depotenziamenti, prestazioni sanitarie in calo e prodotti contraffatti", ironizza Cursi. Quest'ultima metafora riguarda l'ospedale di comunità che è stato spacciato per "ospedale che non chiuderà". "Il Nas dovrebbe occuparsi anche di questo", punge il portavoce del comitato cittadino che ricorda anche gli oltre 300 milioni di euro versati dai sette comuni dell'Alta Valmarecchia al bilancio della regione.