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Risvolti dell’abito: torna la collaborazione tra artisiti della moda, università e musei

Cultura Rimini | 14:56 - 12 Novembre 2015 Risvolti dell’abito: torna la collaborazione tra artisiti della moda, università e musei

Da venerdì 13 novembre a domenica 13 dicembre 2015, Rimini ospita la seconda edizione delle rassegna Risvolti dell’abito. La rassegna, inaugurata nell’ottobre 2014 nella città romagnola, traccia una collaborazione tra artisti della moda e  designer, scuole d’arte, università e istituzioni museali. La città si fa lente su una forma del visivo che ha da sempre l’ibridazione nel suo dna. Cinque le mostre che declinano il concetto  di “abito” in  pratiche di ricerca che  dialogano  con gli spazi espositivi del Museo della Città e dell’Ala Moderna.
 
L’inaugurazione si terrà venerdì 13 novembre alle 17.30 presso la Sala de Giudizio del Museo della Città, con una performance di teatro danza “Vele” a cura di Barbara Martinini, con una coreografia in quattro movimenti composta dall’interprete riminese, in omaggio ai costumi-scultura di Sonia Biacchi, artista in mostra.
La rassegna prevede due giornate di incontri tematici di approfondimento a ingresso libero, il 4 e il 9 dicembre dalle 16. (vedi sotto il programma-)
Mostre e conferenza sono ad ingresso gratuito.
 
LE MOSTRE:
     
Piccolo popolo/  Mani di fata
Pamela Casadio
(Museo della Città, sala delle teche)
 
 
“Pamela Casadio usa la stoffa per fare forme, un gesto che farebbe pensare alla scultura, ma più spesso per dipingere, così come Matisse utilizzava alla fine della sua vita, le veline ritagliate come pennellate leggere. In questo percorso, la stoffa colorata è la pittura, mentre le cuciture in rilievo, la rotaia zigzagante della macchina da cucire, che marca il suo itinerario sulla mappa del tessuto, sono il disegno, il segno incancellabile. La materia cambia consistenza, sulla traccia ironica che fu di Oldenburg, la carne si fa leggera e imbottita, le piume diventano pesanti e perdono la capacità di volare. Il disegno di Pamela si lega al tessuto, lo trapassa e incide, è qualcosa di delicato e feroce insieme, un tatuaggio sulla stoffa che diviene inappellabile.  Il patchwork del suo disegno di sartoria impazzita, racconta nuove storie, sul luogo di esistenze già vissute e le sovrappone a quelle di vestiti che hanno già avuto un abitante, una casa, una persona che li aveva condotti a spasso nella sua segreta e mondana biografia”.
Sabrina Foschini
 
 
 
VESTIZIONI/ collettiva a cura di Veronika Aguglia e Lazagne Art Magazine con il contributo di A.n.g.e.l.o , Elisa Bacchi, Anna Bertozzi, Sonia Biacchi, Gianna Fabbri, Adriano Russo  Andrea Salvatori, Bob Saphena.
(Primo piano Ala Moderna)
 
Il termine Vestizioni, non ha alcun intento provocatorio o dissacratorio. Non di meno c’entra con il concetto di travestimento o simili. Ha piuttosto a che vedere con i modi di compiere azioni intorno agli abiti. Di sicuro con il movimento e  lo spostamento di prospettive. Questo “farsi” dinamico della moda si racconta qui in una pluralità di risvolti espressivi, costumi-sculture, abiti, istallazioni, video, collages, fotografie, teatro, danza.
Con il contributo di A.n.g.e.l.o , Elisa Bacchi, Anna Bertozzi, Sonia Biacchi, Gianna Fabbri, Adriano Russo,  Andrea Salvatori, Bob Saphena, la mostra riflette sul dialogo che la moda intrattiene con le forme delle arti visive e performative.
Le Vestizioni che intendiamo sono fatte di gesti, visioni, sono attraversamenti critici tra categorie estetiche dei media artistici chiamati in causa.
Come il corpo si confronta con queste desinenze della moda lo si scopre con i soli sensi. Lontani da questioni filologiche ci interessa sostenere i racconti e le pratiche di  lavoro degli artisti coinvolti, alcune silenziose, altre più eccentriche.
Questa collettiva che si riunisce attorno ad un centro comune, si sbilancia dalla sola prospettiva di una risonanza sentimentale tra generi.
 
 
FASHION LOVES FOOD
      ZoneModa Design /Unibo Campus Rimini
Corso di Laurea in Culture e Tecniche della Moda
A cura di Ines Tolic
(Secondo piano Ala Moderna)
 
Il Corso di Laurea in Culture e Tecniche della Moda (Università di Bologna – Rimini Campus) presenta una selezione di opere realizzate nel corso dell’a.a. 2014-15: Kitchens, Fashion Diets e La moda che fa gola.
Le opere sono state selezionate tra quelle già esposte nell’ambito della mostra “Fashion loves Food”, ospitata presso il Museo della città di Rimini (9-28 giugno 2015) e interamente dedicata al tema del cibo, tema declinato attraverso i linguaggi multidisciplinari della moda.
 Kitchens è un “supercut” di 26 minuti montato utilizzando oltre 300 sequenze cinematografiche      grazie al lavoro degli studenti dei corsi di Cinema e industria culturale (Roy Menarini) e Storia del design e dell’architettura contemporanea (Ines Tolic); si tratta di una narrazione audiovisiva delle cucine e dei loro possibili usi, in grado di riassumere i molteplici rapporti fra il cuore della casa e le persone che lo popolano. Fashion Diets è invece un progetto curato da Mattia Candiotti e Federica Muzzarelli, una riflessione di stampo fotografico sull’ossessione tutta contemporanea per le diete, frutto del Laboratorio di tecnica e workflow fotografico di ZoneModa; mentre La moda che fa gola è uno shooting di moda a cura di Giulia Ripalti, nel quale il corpo è stato inteso come merce ridotta a confezione sottovuoto di un supermercato mediatico.
 
Le tre opere Kitchens, Fashion Diets e  La moda che fa gola saranno accolte all’interno delle  sale dell’ Ala Nuova del Museo della Città di Rimini confermando ancora una volta la collaborazione tra il polo universitario e il Comune di Rimini, nonché l’attenzione che la città romagnola rivolge da diversi anni alla materia Moda.
 
 
 
De gustibus
Laba, Libera Accademia di Belle Arti di Rimini
(Secondo piano Ala Moderna)
 
De gustibus non est disputandum dicevano i latini, eppure mai come in questo periodo storico si parla di cibo e di gusto, quale argomento principe per tutti i condimenti e le occasioni.
La sfida degli studenti del corso di design-moda della Laba, Libera Accademia di Belle Arti di Rimini è stata quella di mescolare il cibo e quindi il gusto o il sapore,  ai temi e ai colori della propria progettazione artistica. Sulla scia mediatica dell’expo, che ha amplificato la passione tipicamente italiana per la cucina, in un discorso globale, si è deciso di lavorare sul tema degli alimenti e di creare abiti che si ispirassero alle materie prime dei piatti, agli ingredienti che li compongono. Impossibile poi non tener conto che di gusto  (e che sia buono!) si parla anche nel mondo della moda, così  proprio nell’ambiguità di questo termine, tra gusto per gli occhi o per la bocca, si è giocata la sfida di questa mostra. Il cibo prescelto è stato quello dei frutti, sia di mare che di bosco, soffermandosi a ragionare soprattutto sulle forme e sulle epidermidi di funghi, mirtilli, crostacei, pesci e molluschi, ricercando il gioco plissettato delle lamelle, o quello lucido delle pinne, il capriccio dei tentacoli e la consistenza spugnosa di more e lamponi. In sostanza sono state individuate  tra le forme della natura, quelle particolarmente bizzarre e anche un po’ misteriose, sia che crescano sotto l’ombra fitta degli alberi, o il buio dei fondali marini. La creazione dei mood-board con le linee guida e le fonti di questa sottile e non didascalica ispirazione, è stato il punto di partenza per un lavoro che comprende bozzetti, abiti da sera realizzati in prototipi, collage, video, fotografie, che confluirà in un allestimento scenografico per dire con i fatti, che anche sui banchi dell’università si può cominciare a lavorare sul serio.
 
 
CHE EX-MACELLO!:
Unibo sede Ravenna
Laurea Magistrale in Ingegneria dei Processi
e dei Sistemi Edilizi - Curriculum Internazionale Historic Buildings Rehabilitation.
A cura di Donata Bigazzi
(Secondo piano Ala Moderna)
 
La sezione della mostra “Che ex macello! ” espone 4 progetti di riconversione  dell'ex macello, costruito nel 1936,  in museo della moda. I progetti sono il risultato del corso “DESIGN PROJECTS M” della scuola di ingegneria e architettura di Bologna, tenuto dall'Arch. Donata Bigazzi, che fa parte del curriculum internazionale “ Historic Buildings Rehabilitation, laurea Magistrale in Ingegneria dei Processi e dei Sistemi Edilizi,  sede di Ravenna. Il corso propone agli studenti un'esperienza di riqualificazione-riuso di un edificio storico, nella quale convergano le diverse componenti del progetto di architettura inteso come sintesi tra composizione architettonica e tecnologia dell'architettura. Gli studenti  seguendo il metodo del
“learning by doing” hanno trasformato l'edificio in  Museo della Moda. Gli allievi sono stati guidati ad elaborare un progetto “ambientalmente consapevole” nelle sue diverse fasi: dall'analisi del sito, alla stesura del progetto definitivo, dalla composizione dell'edificio all'involucro e ai particolari costruttivi, per rispondere alle specifiche esigenze ed al contesto inteso come complesso di preesistenze, vincoli insediativi, disponibilità tecnologiche e condizioni climatico ambientali. Nei progetti nulla è lasciato al caso, dalla  distribuzione degli spazi, alla scelta dei materiali da costruzione fino all'integrazione tra ambiente esterno ed interno. In particolare gli studenti sono stati guidati nell'utilizzo di strategie bioclimatiche: serre solari, muri di trombe, ventilazione trasversale ed effetto camino.
I progetti per il museo della moda sono dotati di impianti innovativi: riscaldamento a pavimento,  recupero delle acque piovane e utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. L'area esterna è stata interamente riprogettata seguendo l'orientamento dell'edificio e utilizzando il più possibile essenze autoctone, cercando di variare il paesaggio a seconda del susseguirsi delle stagioni. Particolare attenzione è stata dedicata allo spazio verde sensoriale, per permettere alle persone con mobilità ridotta di fruire sia l'esterno che l'interno dell'edificio.
 
 
Calendario degli incontri tematici di approfondimento:
 
4 dicembre 2015
[ore 16.00] Museo della Città, Sala del Giudizio
Sonia Biacchi. Da Oskar Schlemmer all’astrazione pura.
presentazione del libro:
Sonia Biacchi. Architetture per i corpi.
A cura di Ivana D’Agostino
(docente di Storia dell’Arte contemporanea e Storia del costume, Accademia di Belle Arti di Venezia)
 
[ore 17.00] Museo della Città, Sala del Giudizio
Un abito che balla
Breve storia dell’abito dinamico. Dal futurismo al Bauhaus, un veloce percorso, anzi una corsa, tra gli abiti che inseguono futuro e movimento.
A cura di Sabrina Foschini
(docente di Storia del costume e della moda presso Laba Libera Accademia di Belle Arti di Rimini
 
[ore 18.00] Museo della Città, Sala del Giudizio
vesti[ì]ti di luce
Un’indagine sulla moda attraverso lo studio della sua ombra.
A cura di Altretracce Teatro d’ombra Torino
Massimo Arbarello, Fabio Bellitti, Sebastiano Di Bella
 
 
9 dicembre 2015
[ore 17.30] Museo della Città, Sala del Giudizio
“Nei panni degli altri”: la moda vintage
a cura di Iolanda Silvestri
(Istituto per i Beni Culturali e Naturali regione Emilia-Romagna)