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Rimini, 22 anni senza Federico, Pupi Avati ricorda il Maestro Fellini

Cultura Rimini | 10:04 - 28 Ottobre 2015 Rimini, 22 anni senza Federico, Pupi Avati ricorda il Maestro Fellini

Museo della città, sala del Giudizio, sabato 31 ottobre, ore 17 Pupi Avati conversa con Piero Meldini. Alle ore 17, nella sala del Giudizio del Museo della città, Pupi Avati, grande narratore di indimenticabili favole nere, dialogherà con lo scrittore Piero Meldini intorno alla potenza immaginifica della paura, all'uso creativo che ne può essere fatto per condurre spettatori (e lettori) nella dimensione del mistero e del soprannaturale; un colloquio che prenderà le mosse dal suo romanzo d'esordio, Il ragazzo in soffitta.

L'incontro inaugura la sezione “Narrazioni” dell'edizione 2015 di Biblioterapia incentrata sul tema della paura e dei suoi antidoti: se infatti la paura è sempre stata una delle “madri” della narrazione, in un’epoca come la nostra, in cui è direttamente o indirettamente parte della vita quotidiana come inquietudine diffusa, liquida, di storie c’è ancora più bisogno. Forse perché, secondo Hume, le cose paurose sono così bene raccontate dagli artisti che solo così riusciamo a sopportarle. O perché sono le storie che possono condurci attraverso gli abissi della paura e dell’orrido, fino a farne esperienza con l’immaginazione, e liberarcene.
In occasione dell'anniversario della scomparsa di Federico Fellini, alle ore 21, in Cineteca, il regista bolognese presenterà Toby Dammit di Federico Fellini (Italia 1968, 37', episodio di Tre passi nel delirio): girato in poche settimane e tratto dal racconto di Edgar Allan Poe Non scommettere la testa con il diavolo, Toby Dammit è uno dei capolavori del genere fantastico, un film visionario che ha influenzato il cinema sperimentale italiano, una sorta di nuovo capitolo de La dolce vita, solo più allucinato e spettrale; forse l'opera meno conosciuta di Fellini, in realtà snodo fondamentale nella sua carriera straordinaria.

 

Ad Avati, per i primi 3 giovedì di novembre (ore 21, ingresso libero), sarà dedicata una breve retrospettiva: una selezione che intende mostrare la versatilità e l'ampiezza di registri di uno dei maestri del nostro cinema, capace di attraversare i generi e di rinnovarsi nel corso di una carriera ultra quarantennale al servizio della settima arte: si parte, giovedì 5 novembre, con uno dei suoi maggiori successi, un horror diventato, nel tempo, un vero e proprio cult, La casa dalle finestre che ridono del 1976; poi si prosegue, giovedì 12 novembre, con Festa di laurea del 1985, una delle commedie romantiche nutrite di nostalgia che sono diventate una cifra stilistica inconfondibile del suo cinema; infine, si chiude, giovedì 19 novembre, con La seconda notte di nozze del 2005, che lo conferma tra i registi più sensibili nello scoprire e dirigere attori.