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Alla Maratona di New York ci sarà la podista riminese Federica Moroni, il VIDEO

Sport Rimini | 16:58 - 23 Ottobre 2015

Federica e il podismo, storia particolare. Una maestra che vola verso le ali del successo correndo da una zona all’altra del riminese passando per diverse mete in Italia e all’estero. Una donna che si scopre grande e torna ad assaporare lo sport dopo le delusioni da bambina. Un maestro, Gionni Schiaratura che da ottimo talentscout la porta nel suo raggio d’azione chiamato Golden Club Rimini.  Lo scenario è quello del podismo dove da due anni gareggia senza sosta per cercare di migliorarsi giorno dopo giorno ascoltando i consigli utili del suo tecnico ma anche le risposte del suo corpo. Se all’inizio era solo un timido riavvicinamento allo sport, potremo dire che la corsa è divenuta il suo habitat, quello che le permette di estraniarsi da tutti, di raccogliere le energie mentali e fisiche, di superare i problemi e le difficoltà che la vita riserva. Federica Moroni e lo sport, un rapporto conflittuale che ha visto la riminese abbandonare troppo presto una delle passioni più belle della vita: ” Ho iniziato a nuotare alla tenera età di 6 anni entrando subito a far parte di una squadra agonistica. Su questo (continua Moroni) vorrei aprire un capitolo: Non ho parere positivo in merito ad alcune note dello sport. Le attese da parte dei genitori nei confronti dei figli portavano una forte tensione e un modo di vivere il contesto che non era congeniale ai bambini di quell’età. I miei stessi insegnanti non hanno capito le mie potenzialità facendomi fare delle gare non corrispondenti alle mie capacità (gare corte). Sono una fondista nata e questo lo conferma anche il mio medico curante. Nello sport bisogna essere capaci di porsi in maniera adeguata ai bambini! Lo sport deve essere trasmesso come piacere e divertimento; nel mio caso non era così, motivo per il quale ho smesso di praticarlo già a 14 anni dilettandomi solo a scuola.  Per un decennio (dai 20 ai 30 anni) non ho voluto più saperne!”.

L’intervista si fa più seria, tocchiamo noti dolente e il sorriso di Federica si spegne d’improvviso, lo chiamiamo questo periodo riflessione di una donna: “ Mi sono riavvicinata allo sport da persona adulta, con il piacere di fare attività fisica, per rimettermi in forma basandomi sull’età che avanza (sorride), imparando ad ascoltare il linguaggio del corpo non eccedendo nei casi in cui vorrei osare ma non posso e quindi la miglior medicina naturale è quella di accontentarsi e sorridere nonostante il risultato. Sono pignola e precisa, non lo nascondo ma perché in ogni cosa che faccio ci metto cuore ed anima, non a caso ciò mi ha consentito di raggiungere traguardi importanti anche nel nuoto”.

Dopo la riflessione non poteva mancare ovviamente il pensiero al suo allenatore e alla famiglia: “ Mi sono trovata a correre per caso. Ho conosciuto il mio attuale trainer (Gionni Schiaratura) accompagnando una mia amica in sede, poi mi sono iscritta a una maratona dopo essere stata convinta da degli amici. Ridendo e scherzando mi sono ritrovata all’arrivo Gionni che mi ha chiesto se avessi voglia di preparare al meglio altre maratone, e da qui posso dire che due anni è iniziata la mia avventura nel mondo delle corse”.  Nel frattempo ci perdiamo in un fiume di parole, Federica non pare sentire emozioni, si scioglie facilmente e non perde mai in quei mille pensieri che emette la voglia di sorridere e la carica giusta che ti permette di essere sempre positivo nella vita, perfino quando tocchiamo l’argomento famiglia riportandoli alcuni commenti fatti dal papà al sottoscritto: “ Mia madre compra tutti i giornali e urla a gran voce che io sono sua figlia, io divento rossa come un peperone. In ogni famiglia normale, il rapporto tra padre e figlia è sempre conflittuale. Mio padre ancora non smette di darmi raccomandazioni ma io sono grande, da anni sono indipendente! Fosse per lui ancora mi rimboccherebbe le coperte (sorride). Lo sport ci ha aiutato a superare alcune divergenze, ci ha unito forse ancora di più e questa è una cosa bellissima.  Lui ha il suo strano modo di farmi capire che è orgoglioso di me, non usa parole ma agisce. Mi accompagna, m’incita alle gare e vedo che quanto me ci tiene a quello che faccio”.  E’ il punto più critico della nostra intervista, a Federica vedo che lacrimano gli occhi allora saggiamente decido di toccare l’argomento “vip”. Dicasi Vip, very important person, tradotto le persone veramente  importanti ma continuando con l’inglese aggiungo due parole: Life e Love. Prontamente Federica torna a sorridere e non si nasconde: “ Ho trovato l’amore, una persona speciale per me che è entrata nella mia vita nel momento opportuno. Si chiama Fabio e posso solo dire che sono felicissima”.

Nella vita quotidiana Federica Moroni svolge la professione di maestra, i bambini nel vederla non le risparmiano domande curiose: “ A me questo fa piacere. La maestra dai bambini viene vista come punto di riferimento importante per l’educazione,  la crescita e l’apprendimento. La curiosità la fa da padrona è normale che sia così, noi siamo viste come delle mamme esterne.  Mi vorrebbero come insegnante di educazione fisica e non mi risparmiano domande sulla corsa e sulle varie discipline che pratico ed ho praticato. C’è una cosa che vorrei specificare(aggiunge Moroni) a questa età ognuno di loro deve essere libero di sognare e di fare ciò che più li piace ma  consiglio di non farsi mai condizionare dall’esito finale”.

Questo assist mi porta a chiederLe alcuni rapporti avuti con colleghe di corsa ed esterne: “ C’è molta invidia nello sport, specie se sei una donna. Sono rimasta delusa da coloro che reputavo amiche. Siamo tutti grandi e vaccinati, lo sport deve essere passione, divertimento, competizione sana e naturale ma poi anche un ritrovo di amici che mangiano, parlano e viaggiano assieme. In alcuni casi non è stato così! Posso solo dire che ho imparato a farmi scivolare di dosso queste cattiverie e a guardare avanti.  Fortunatamente ho conosciuto persone fantastiche come Marco Oppioli ed Eleonora Errani. Su quest’ultima  vorrei dire che è stata sempre una donna di classe. Dalla prima gara all’ultima non c’è mai stata rivalità, anzi un forte legame tramutato da subito in amicizia come dimostrato nell’ultima gara a San Clemente, quando siamo arrivate (per scelta nostra) assieme al traguardo”.

L’amicizia che la lega a Marco Oppioli l’ha indotta a partecipare alla Maratona di New York in programma il 1 novembre: “Si!Mi sono decisa a farla da subito! Bisogna cogliere queste opportunità. Il depliant prevedeva: Viaggiare con amici, ottima compagnia, correre assieme, divertimento, passione e recarsi in una nazione e in una delle più belle città mondiali. Se penso che il podismo è anche questo, non posso che sorridere”.

Concludiamo l’intervista dove apprendiamo che Federica Moroni è una che in fatto di golosia non bada a spese, tra i suoi piatti preferiti spunta la pasta e la pizza, ma  la cioccolata, gelati e caramelle non mancano mai tra le mura amiche. Tra una galoppata e l’altra dopo aver percorso con lei circa 15 km per scrivere questo articolo, ci accorgiamo che Federica è un motore sempre acceso che non si spegne mai, lei si paragona al cagnolino Spank del celibe cartone animato di fine anni 80’ “Hallo Spenk”, allora non ci rimane che recitare assieme la sigla di quel cartone trasformandolo in un linguaggio da maratoneta:

“Corri Fede, corri per noi….corri Fede che male non fa…..corri Fede …siamo amici io e te ed è per questo che la cioccolata la mangio solo io…”.

Daniele Manuelli