Mercoled 18 Settembre21:03:06
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

'Lavoro per passatempo', Pucci Cappelli respinge le accuse di sfruttamento della prostituzione

Cronaca Rimini | 15:50 - 08 Ottobre 2015 'Lavoro per passatempo', Pucci Cappelli respinge le accuse di sfruttamento della prostituzione

Si sono tenuti giovedì gli interrogatori delle quattro persone coinvolte nell'operazione "Urbis" dei Carabinieri, accusate di favoreggiamento della prostituzione all'interno del noto night club di Riccione "La Perla".

E' stato il giorno di Marco "Pucci" Cappelli, il noto 60enne storico buttafuori della Riviera. Assistito dall'avvocato Marco Ditroia, ha voluto chiarire la sua posizione, precisando anzitutto di aver lavorato come direttore di sala a "La Perla" per un breve periodo, cessando l'incarico a fine 2014. Al centro della vicenda i soldi pagati dai clienti per portare fuori le ballerine dal locale: Cappelli ha spiegato che si tratta di una prassi in voga nei night. In sostanza il cliente versa il prezzo di un tot di consumazioni che si presumono consumate nel momento in cui si siede ai tavoli: è consuetudine delle ballerine lasciarsi andare ad effusioni per convincere gli avventori del night a bere e a spendere in consumazioni.  Nel momento in cui un cliente usciva dal locale con una ballerina, "Pucci" ha detto di non poter sapere se fosse intenzionato a consumare un rapporto sessuale con la ragazza o a fare altro. Questa prassi dell'uscita delle ballerine è stata poi confermata da uno dei due gestori del locale, l'emiliano Rodolfo Luciani - assistito dall'avvocato Piero Ippoliti Martini: in questi casi, ha sottolineato Luciani, lui ci rimetteva. Una telefonata intercettata confermerebbe quest'affermazione:  "il vecchio (Luciani, n.d.r.) non percepisce niente quando  le ragazze non escono".

Tornando alla posizione del 60enne buttafuori, nell'interrogatorio Cappelli ha rimarcato anche di essere benestante e di possedere quote dell'azienda dell'attività di famiglia: avrebbe potuto vivere di rendita, ma per passione ha continuato a lavorare nel mondo della notte. Alla luce di quanto trapelato dagli interrogatori, il giudice si è riservato la decisione. 

Con Cappelli e Luciani, si è presentato anche l'altro socio, il faentino Vittorio De Leo, che però si è avvalso della facoltà di non rispondere. Assistito dall'avvocato Nicola De Curtis anche il quarto soggetto coinvolto, il 30enne Luca Lombini, impiegato come factotum: nel night svolgeva diversi compiti, dalla cucina al servizio navetta, per riportare a casa i clienti ubriachi o per trasportare le ballerine. Lombini ha respinto gli addebiti, dicendo di essere solamente "uno schiavetto" che eseguiva gli ordini impartiti. 


Vedi notizia precedente