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Uno bianca, 25 anni fa uccidevano Primo Zecchi. La vedova: 'nessun perdono per killer'

Attualità Rimini | 19:41 - 06 Ottobre 2015 Uno bianca, 25 anni fa uccidevano Primo Zecchi. La vedova: 'nessun perdono per killer'

"E' passato un quarto di secolo, ma mi sembra ieri quando siamo arrivati qui e abbiamo trovato mio marito morto". Lo ha detto, commossa, Rosanna Zecchi, moglie di Primo Zecchi, pensionato ucciso il 6 ottobre del 1990 dalla 'banda della Uno bianca' perché testimone coraggioso di una rapina. Oggi, davanti al cippo costruito in via Zanardi 328 a Bologna, luogo dove fu assassinato dal gruppo composto quasi completamente da poliziotti che tra il 1987 e il 1994 provocò 24 morti e decine di feriti tra Bologna e Rimini, si è svolta la cerimonia di commemorazione per il 25/o anniversario della sua morte. Oltre al sindaco Virginio Merola, e alle forze dell'ordine erano presenti anche il questore Ignazio Coccìa, il prefetto Ennio Mario Sodano, il presidente del comitato antifascista della Bolognina, Armando Sarti, il presidente del Quartiere Navile, Daniele Ara, e la classe quinta della vicina scuola primaria 'Silvani'. "E' veramente una brutta giornata, per me e la mia famiglia - ha aggiunto durante il suo intervento la vedova di Zecchi, presidente dell'Associazione familiari delle vittime della Uno bianca - Mio marito non ha potuto vedere nostra figlia sposarsi e il suo bambino nascere e crescere. Per me non esiste nessun perdono. Il vero ergastolo lo stiamo vivendo noi, non i colpevoli, che in carcere fanno i bravi per ottenere i permessi premio".

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