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Scomparsa di Paolo Gasponi, Basket Rimini in lutto: 'un fratello, un figlio, una leggenda'

Sport Rimini | 09:21 - 15 Agosto 2015 Scomparsa di Paolo Gasponi, Basket Rimini in lutto: 'un fratello, un figlio, una leggenda'

Il Basket Rimini piange la scomparsa di una figura storica della società, Paolo Gasponi, che ad aprile aveva compiuto 80 anni. Di seguito la nota con cui i Crabs hanno voluto ricordare "un fratello, un figlio, una leggenda, un pezzo del suo cuore".



Probabilmente non c’è un momento in cui si può dire che Paolo Gasponi iniziò a lavorare per il Basket Rimini. Perché Paolone c’è sempre stato e sempre ci sarà. Quando un tifoso dei Crabs o un granchio varcherà le soglie del Flaminio in una domenica qualsiasi lo troverà sempre li, al suo posto, dietro la panchina di casa. In mezzo ai suoi ragazzi prima, durante e dopo la partita. Paolone è un pezzo della nostra storia e del nostro cuore. E pensare che non lo vedremo più semplicemente ‘non esiste’ perché da quando è esistito un Basket Rimini lui è sempre stato li, nel mezzo, a sistemare un pallone che sembrava perso, a dirigere gli inservienti, a raccontarti qualche storia con Enzo o col dottor Corbari, a battezzare i ragazzini addetti all’asciugatura del campo, a catechizzare il general manager di turno perché qualcosa non andava bene, a sostenere uno dei suoi ragazzi e, perché no, anche a sindacare su qualche scelta di questo o quel coach. 



Ciao Paolone, ci vediamo domenica al palazzo. Tanto tu sarai lì.



Luciano Capicchioni: “Quando ho ereditato una Rimini allo sbando due uomini per me erano fondamentali e li ho voluti sempre con me: Paolo Gasponi ed Enzo De La Rosa. Ho perso uno dei miei più fidati collaboratori. E’ una notizia che mi rende infinitamente triste, si poteva fare a meno di tutti ma non di Paolone. Era il più bravo di tutti! E’ una perdita enorme per la società, sarà impossibile sostituire un uomo di fiducia come Paolo Gasponi”. 



Federico Tassinari: “Ciao Paolo rimarrai nel nostro cuore. La tua presenza costante e il tuo attaccamento alla nostra maglia ci ha dimostrato quanto tenessi a noi e che persona vera eri. Mi mancherai quando guarderò il tuo posto al palazzetto e non ti vedrò. Ma so che in qualche modo ci sarai comunque vicino. Grazie di tutto”



Matteo Peppucci: “Mi ricordo ancora la prima volta che mi battezzò, io neo gm quasi allo sbaraglio senza esperienza. Mi disse ‘guarda che da dentro è tutto diverso, qui ci metti la faccia davvero...’.  Paolo era uno al quale potevi dire tutto, ma tutto davvero. Lui ascoltava. Poi ti chiedeva quand’era la partita dopo. Perché la domenica coi Crabs per lui era speciale”

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