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Rimini, Consiglio comunale approva l'ordine del giorno sul contrasto al lavoro nero

Attualità Rimini | 12:46 - 17 Luglio 2015 Rimini, Consiglio comunale approva l'ordine del giorno sul contrasto al lavoro nero

Il Consiglio Comunale di Rimini ha approvato, nella seduta di ieri – giovedì 16 luglio - con 19 voti favorevoli, 2 contrari e nessuno astenuto, la delibera inerente il “lavoro nero”, con la quale il Comune di Rimini si impegna a a promuovere la tutela dei dirittti dei lavoratori e delle aziende sane del territorio.


Nel suo intervento illustrativo, in apertura del Consiglio comunale tematico dedicato appunto al tema del lavoro irregolare.  il Vicesindaco del Comune di Rimini, Gloria Lisi, ha sottolineato come:"il tema del lavoro irregolare e della riforma del mercato del lavoro è stato trattato in precedenti sedute: luglio 2012, marzo 2013 e gennaio 2015; questo a dimostrazione del fatto che per l' Amministrazione Comunale esso rappresenta parte importante del proprio impegno. Come territorio abbiamo troppo spesso eluso i nodi del lavoro irregolare: si è parlato, in passato, del lavoro irregolare come di un “fattore produttivo improprio”, quasi una modalità di distribuzione diffusa di reddito in cambio di lavoro 'nero' o 'grigio'. Oggi, la globalizzazione e le trasformazioni rapidissime in ambito economico, ci impongono una presa di coscienza che deve tradursi in chiarezza, onestà e, soprattutto, responsabilità. Responsabilità dell' intera comunità locale – quindi degli enti locali, degli imprenditori, delle parti sociali – verso un' emergenza sociale, quella del lavoro e dei redditi (voglio anche ricordare il picco di 9.000.000 di ore di CIG del 2012 nella provincia di Rimini e, dopo un leggero calo, un nuovo aumento nel 2015): e dentro questa lo sforzo affinchè sia sempre tutelato il valore del lavoro e della persona”.

L’assioma ‘modello Rimini uguale lavoro nero’, pur nella ovvia sintetica estremizzazione - ha concluso il Vicesindaco - poteva contare su parecchi sostenitori, sicuri che senza ‘limitazione dei diritti’ il modello turistico non stesse in piedi. Non è così. Il lavoro integrato sulla qualità ha come fine ultimo la dimostrazione che una via alternativa al ‘laissez faire’ non solo è possibile ma è necessaria. Non è con la privazione, totale o parziale fa poca differenza, di conquiste di civiltà che il tessuto collettivo e la coscienza individuale si evolvano. Anzi, allorché accade il contrario, il modello di sviluppo procede all’indietro, con effetti collaterali negativi per tutta la comunità".

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