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Consegnata la prima pedana per favorire l'accesso disabili in negozi centro storico

Sociale Rimini | 13:43 - 16 Luglio 2015 Consegnata la prima pedana per favorire l'accesso disabili in negozi centro storico

Giovedì mattina Gloria Lisi, Vicesindaco del Comune di Rimini con delega alla protezione sociale, ha partecipato all’installazione della prima pedana in legno - costruita all'interno del “Progetto pedane – io c'entro”, curato dall'Associazione Sergio Zavatta onlus - per l'accesso delle persone disabili nelle attività economiche del centro storico. La prima ad averne richiesto l'utilizzo è stato il Caffè Commercio di Rimini, in piazza Ferrari; nelle prossime settimane saranno altre 10 le pedane installate in altrettante attività commerciali  del centro.  La realizzazione stessa delle pedane è parte attiva del progetto, in quanto è l' “Associazione Sergio Zavatta” stessa che se ne occupa, nei propri laboratori  di  falegnameria del centro socio occupazionale “Lagomaggio”. Per informare le persone disabili e sensibilizzare i cittadini che il negozio è dotato di pedana, sarà anche applicata sulle vetrine degli esercizi che aderiranno all’iniziativa una vetrofania riportante il logo del Comune di Rimini e dell'Associazione Sergio Zavatta. 

“Un modo diverso e creativo per occuparsi in concreto del problema dell'accessibilità delle persone disabili nei negozi ed attività- è il commento del vicesindaco Gloria Lisi e di Francesca Vitali, Direttrice dell'Associazione Sergio Zavatta - favorendo al contempo l'impiego dei ragazzi inseriti nei percorsi socio occupazionali dell'Associazione Zavatta. Un grazie particolare è rivolto alle associazioni di categoria che sono state parte attiva nella sensibilizzazione dei commercianti, a Michael Frisoni che se ne è fatto coordinatore e all'assessore alle attività economiche del Comune Jamil Sadegholvaad. Il fatto che siano già dieci le pedane in cantiere significa che i commercianti hanno recepito con grande attenzione il tema dell'accessibilità dando fiducia al progetto e ai ragazzi che ci lavorano”.

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