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Quinto, Pratt e Modula: i grandi del fumetto in mostra nell’Ala Nuova del Museo di Rimini

Cultura Rimini | 13:18 - 10 Luglio 2015 Quinto, Pratt e Modula: i grandi del fumetto in mostra nell’Ala Nuova del Museo di Rimini

Sabato 11 luglio alle 17, Cartoon Club inaugura le mostre dedicate ai grandi del fumetto nell'Ala Nuova del Museo della Città di Rimini, sala degli Arazzi. All’illustratore e fumettista Nadir Quinto - celebri i suoi racconti per Il Corriere dei Piccoli, e il personaggio Tom Boy - è dedicata la mostra “La parola nel segno”. Il suo Corto Maltese è uno dei più noti personaggi del fumetto italiano e internazionale: a Hugo Pratt è dedicata la mostra “Favole di Venezia”, tavole originali e opere di autori che con lui hanno collaborato. Il fumettista Massimo Modula è autore della mostra “Triviale. Dietro le cattive intenzioni”. Al taglio del nastro seguirà la consegna del Premio Lettering 2015.

All'inaugurazione saranno presenti l'assessore alla Cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini, il direttore artistico di Cartoon Club Sabrina Zanetti, e il direttore di Riminicoomix Egisto Quinti Seriacopi.

Le mostre al Museo della Città, Ala Nuova via Tonini 1, rimarranno allestite fino al 16 agosto con orario: martedì e giovedì 10/12,30 – 14/23, mercoledì, venerdì, sabato 14/23, domenica e festivi 17/23. Lunedì chiuso.


Le mostre in dettaglio

NADIR QUINTO La parola nel segno

A sfogliare migliaia di disegni a matita, le strisce impaginate e ripassate a china, le tavole incompiute dei fumetti, le copertine illustrate dei libri di favole, i fitti album di studio e le cartelle di schizzi che compongono l’archivio di Nadir Quinto si è progressivamente esposti alla commozione. Davanti agli occhi, sempre più increduli e ammirati, scorrono le intense e raffinate immagini di una vita fatta di continuo e instancabile lavoro, di estro e sentimento. Si dispiega sulla carta l’intera parabola dello stile di un artista che ha svolto un ruolo, centrale eppure appartato, nel mondo dell’illustrazione italiana ed europea. Pochi sanno che Nadir Quinto è stato un pioniere assoluto nella storia del fumetto, che ha saputo conquistare la stima dei più importanti editori, oltre a guadagnarsi la passione dei lettori attraverso i suoi più noti personaggi, pubblicati nelle serie del Corriere dei Piccoli e del Giornalino. La matita di Nadir è stata una delle più elevate e classiche del Novecento italiano, non solo nello specifico settore delle riviste ‘per ragazzi’, ma nella più generale disciplina del disegno. In quell’archivio non si trova nessuna uscita dall’eleganza, ma solo più o meno controllo della mano, la freschezza di segno della grafite incontra, semmai, la sintesi più contrastata nel bianco e nero finale. La tenuta qualitativa, la coerenza dello stile, la grazia espressiva e la sapienza formale raggiungono livelli che trovano pochi paragoni tra i contemporanei. Si deve risalire a figure di eccelsi disegnatori di fine Cinquecento come Federico Zuccari, Antonio Tempesta e Bernardino Pocetti o ad artisti della generazione successiva, come il Pesarese Simone Cantarini e Tanzio da Varallo, per trovare modelli e confronti. Avendo legato la propria fantasia al racconto, alla letteratura e alla fiaba, ogni disegno ne richiama un altro e tutti si inseguono in un fraseggio di immagini, di espressioni e gesti che sono e resteranno dialoganti. Lo stupore e l’incanto sono gli stati d’animo che Nadir Quinto ha preferito su tutti gli altri, nei volti delle sue figure. Stupore e incanto è quel che si porta con se, dopo aver preso in mano quei fogli significanti. (di Massimo Pulini)


FAVOLE DI VENEZIA Esposizione di tavole originali di autori, che hanno collaborato con Hugo Pratt

Hugo Pratt, Rimini e Venezia. Le due città italiane che hanno in qualche modo inciso nella vita di Hugo. Il destino ha sempre giocato un ruolo incredibilmente significativo, importante, in alcuni casi drammatico, nella vita di questo grande autore internazionale. Cultura, passione e accadimenti hanno influenzato profondamente il pensiero di Pratt. Dopo una parentesi etiopica che inciderà fortemente anche nella struttura di alcuni suoi romanzi, Hugo ritorna a Venezia, nella crepuscolare città lagunare dove trova ispirazione per i suoi racconti. A differenza di altri grandi narratori come Salgari o Verne, che poco o nulla hanno viaggiato, Hugo è un viaggiatore, abituato fin dall’infanzia agli spostamenti che farà, per tutta la sua vita, senza mai separarsi da matite, colori, penne, acquarelli, carta, e quant’altro gli servisse per disegnare e realizzare le sue immagini. I suoi appunti grafici diventeranno poi le storie, i personaggi, gli uomini e le donne delle sue narrazioni. Le donne della sua vita.Venezia gli ha dedicato un tributo, nel ventennale della sua scomparsa, con l’esposizione di schizzi, disegni, tavole e opere che lo ricordano, sul filo della memoria artistica di autori che con lui hanno collaborato, che a lui si sono ispirati, che hanno fatto della “scuola veneziana” uno dei più incredibili contenitori artistici che il mondo del fumetto abbia conosciuto. Stelio Fenzo, Guido Fuga, Lele Vianello, Ivo Pavone e Stefano Babini. Paolo Cossi, giovane autore che a differenza dei colaboratori di Pratt, vista la giovane età, non ha mai conosciuto di persona, ha realizzato una contemporanea e suggestiva biografia a fumetti del Maestro di Malamocco. Quasi un graphic novel. Questi autori, sotto la direzione dello stesso Stelio Fenzo, hanno dato vita alla mostra “Favole di Venezia” al Centro Polymnia, a Mestre - Venezia - dal 30 maggio a 14 giugno, con il patrocinio del Comune di Venezia e la collaborazione dell’associazione Rosso Veneziano in Terraferma, della fumetteria Super Gulp, delle Edizioni Voilier. Dall’11 al 26 luglio l’esposizione si trasferisce a Rimini nell’Ala Nuova del Museo della Città. (di Egisto Quinti Seriacopi)


MASSIMO MODULA Triviale. Dietro le cattive intenzioni

Veder disegnare Massimo è come ricevere la confidenza di un amico. È un atto di sincerità, privo di trattenimenti o pudori, senza filtri di convenzione; è un’azione liberata dalle strutture speculative che, a volte, la ricerca artistica antepone al gesto. Modula disegna così come balla, col moto spontaneo ispirato da una musica che porta naturalmente in testa. Credo che il suo segno si spieghi proprio attraverso il suono, liquido e tagliente insieme, aspro e sentimentale, sempre aperto al racconto e alla voce. Dunque il disegno canta nei suoi fogli e si muove nei ritmi cadenzati e veloci che sembrano anticipare il pensiero. Spesso Massimo Modula ha coniugato le sue azioni grafiche a quelle sonore, allestendo performances nelle quali una materia creativa si fondeva nell’altra, ma credo trovi, nella graphic novel, il terreno ideale del suo istinto narrativo. È un disegno che sente il bisogno degli altri, di una presenza, di uno scambio. (di Massimo Pulini)