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Occupazione Villa Ricci, la risposta del Paz: 'l'assessore aprì il tavolo di trattative'

Attualità Rimini | 15:44 - 02 Luglio 2015 Occupazione Villa Ricci, la risposta del Paz: 'l'assessore aprì il tavolo di trattative'

Arriva da Casa Madiba e dal Laboratorio Paz la replica all'Assessore alla Sicurezza del Comune di Rimini Jamil Sadegholvaad, che ha negato l'esistenza di trattative con gli attivisti, relativamente all'occupazione di villa Ricci. Di seguito la nota.



Non è vero infatti che “Non esiste né è mai esistita alcuna trattativa, formale e/o informale, tra attivisti del Paz e rappresentanti del Comune riguardo l’occupazione di Villa Ricci” rispetto al  riutilizzo e alla riqualificazione di questo immobile abbandonato da 10 anni e ceduto dalla maestra Teresa Pazzaglia in Ricci al Comune per scopi di tipo sociale e culturale dopo la sua morte. Di questo se ne è parlato in ben due incontri con l’Assessore alle Politiche sociali, Gloria Lisi, alla quale chiediamo in qualità di esponente anche del mondo cattolico cittadino di prendere una posizione chiara. È d’accordo anche lei di continuare con i sequestri e gli sgomberi violenti di persone senza casa? Cosa ne pensa il mondo cattolico a cui appartiene? Il Vescovo Francesco Lambiasi? 

Lo stesso Bergoglio in più occasioni ha rinnovato l’invito ad una politica che tenga conto dei bisogni sociali dei più poveri, in Italia sono infatti 30 milioni le persone che vivono in condizione di povertà (metà della popolazione): 10milioni le persone in condizioni di povertà relativa, 6 milioni in povertà assoluta e 14,6 milioni di persone vive una situazione di disagio economico. Questi non sono dati dei centri sociali ma del "Terzo Rapporto sull‘impatto della crisi economica in Europa", uno studio sull‘impatto della crisi e delle misure di austerità sulla popolazione europea della Caritas Italiana. Che cosa ne pensa Gloria Lisi in proposito? Manganelliamo, sgomberiamo tutti i senza casa, gli sfrattati che vivono negli alloggi di fortuna o che occupano edifici abbandonati? E’ questa la soluzione politica? Il GIP, Sonia Pasini, la pensa diversamente ad esempio.

Abbiamo certamente occupato un immobile comunale abbandonato e lo stiamo riqualificando. E’ illegale? Non è la soluzione? Non ci pare ci siano politiche sociali alternative all’emergenza abitativa se non lasciare indigenti per strada, per questo la trattativa in corso sta cercando non solo di risolvere il nodo degli spazi di Casa Madiba Network siti in via Dario Campana n. 61, ma anche di esplorare vari percorsi fattivi affinché, a partire dal Villino Ricci, vinca la politica e non la perpetuazione dell’ingiustizia sociale che produce degrado, imbarbarimento, marginalità sociale lasciando centinaia di persone senza un tetto dignitoso. 

Jamil Sadegholvaad dice giustamente che “non ho mai incontrato alcuno degli attivisti nella giornata del 23 maggio e nelle giornate e nelle settimane successive” questo è vero. Tuttavia vogliamo ricordare all’Assessore Sadegholvaad che durante la lunghissima ed estenuante trattativa del 23 maggio durata per più di 4 ore, fu proprio lui stesso (dopo diverse telefonate con un’attivista di Casa Madiba Network e il consigliere comunale Fabio Pazzaglia) a chiedere al Questore di allontanare l’ingente plotone di celerini e blindati (gli stessi che erano a gestire l’ordine pubblico del derby Roma/Lazio all’indomani del corteo a Rimini), celerini pronti ad intervenire con cariche pesanti e lacrimogeni in via Ceccarelli per disperdere i solidali e le solidali che sostenevano i senza casa nella liberazione di un nuovo spazio abitativo che oggi ospita 14 persone(fra cui tanti italiani) compresa una bambina, una giovane donna con deficit cognitivo e una signora invalida. Fu sempre lui a comunicarci - dopo pressanti richieste da parte nostra - l’apertura di un tavolo di trattative con l’Amministrazione Comunale che fino ad allora non ci aveva ancora ricevuto. Abbiamo dei testimoni. È a queste 14 persone e a tutti e tutte quelli/e a cui le politiche di austerità hanno tolto tutto, il diritto alla salute, alla pensione, all’istruzione, al lavoro, alla dignità, alla casa, segregati fuori dai confini visibili e invisibili presenti anche nella nostra città a cui dovrete rendere conto caro Jamil Sadegholvaad.

I nostri NO/OXI sono in realtà tanti SI per il rispetto della dignità umana e della vita, sopra ogni cosa.

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