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Occupazione Villa Ricci a Rimini, no al sequestro palazzina "esisteva trattativa informale"

Attualità Rimini | 11:38 - 02 Luglio 2015 Occupazione Villa Ricci a Rimini, no al sequestro palazzina "esisteva trattativa informale"

Il gip del Tribunale di Rimini ha rigettato la richiesta della Procura di sequestro di 'Villa Ricci', stabile di proprietà del Comune occupato dagli attivisti del Paz il 23 maggio al termine di un corteo di protesta provocato dagli sgomberi, da parte delle forze dell'ordine, di altri due immobili. Il giudice Sonia Pasini, pur riconoscendo il 'fumus', ossia la probabilità di effettiva consumazione del reato, da parte di sei attivisti indagati per invasione di proprietà altrui al fine di occuparla, ha ritenuto di dover rigettare il sequestro perché di fatto l'assessore comunale alle politiche della sicurezza, Jamil Sadegholvaad, incontrando la sera stessa dell'occupazione una degli attivisti del Paz, "acconsentiva e apriva una trattativa informale" sulla permanenza delle persone nella proprietà del Comune e si impegnava all'attivazione di un tavolo tecnico sulla problematica dell'emergenza abitativa di migranti e senzatetto. Per il giudice, l'incontro e la trattativa aperta dal Comune sarebbero state un 'ok' informale a permanere nell'immobile. Quindi, per il gip, non ci sarebbe la certezza della volontà da parte del Paz di occupare abusivamente o da parte dell'amministrazione di riavere la disponibilità del bene. Contro la decisione del giudice il procuratore capo Paolo Giovagnoli e il pm Davide Ercolani, titolari dell'inchiesta, continueranno a indagare per chiarire come stanno le cose. La Procura a questo punto chiamerà i rappresentati del Comune per verificare l'esistenza di questa "informale trattativa", fermo restando che nei giorni successivi all'occupazione abusiva di Villa Ricci la stessa amministrazione ha presentato una regolare e formale denuncia. Una volta chiarita l'intenzione del Comune, la Procura potrà rinnovare la richiesta al gip. Il 23 maggio, durante un corteo di protesta, 60 attivisti del Paz all'improvviso si erano staccati dal gruppo per entrare abusivamente a Villa Ricci, villetta dell'inizio del Novecento di proprietà del Comune per un lascito. Gli stessi erano stati sgomberati tre giorni prima, il 20 maggio, da altri due stabili, uno di proprietà pubblica su ordinanza di sequestro e restituzione allo Stato e l'altro privato con un'operazione di ordine pubblico.

ANSA

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