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Video: a Rimini i manifesti provocatori di Cattelan, tra sederi e un letto di patatine

Attualità Rimini | 15:06 - 01 Luglio 2015

Saluti da Rimini”: otto cartoline gigantesche nei luoghi cartolina della città che accoglieranno i turisti. Un progetto per la città di Rimini nato dalla collaborazione tra il Comune e uno degli artisti più provocatori d’Italia, Maurizio Cattelan. L’artista, insieme a Pierpaolo Ferrari (Toiletpaper), ha realizzato una serie di immagini che mettono a nudo la città e le sue contraddizioni. Otto scatti potenti ed allusivi che dal 1 luglio al 30 settembre appariranno in alcuni luoghi cruciali della città: dalla Rotonda di Piazzale Fellini, alla Ruota, passando per il Ponte di Tiberio, l’Arco ed il Teatro Galli. Immagini che lasciano spazio ad immaginazioni e ad interpretazioni contrapposte e che hanno già creato, a poche ore dalla propria apparizione, una divisione tra i riminesi a favore e quelli contrari all’opera. La curatrice del progetto, Maria Cristina Didero, ha commentato: “Il ricco immaginario di Rimini – con la bulimica compresenza di antichità e modernità, di tradizione e novità, di velocità e lentezza, con le mille sfaccettature del mare, della campagna, delle atmosfere circensi, del cosmopolitismo e insieme di un sano legame con le radici – è uno stimolo ineguagliabile per la cultura contemporanea”. L’idea è quella di trasformare i luoghi urbani in pagine di un numero unico di una immaginaria rivista d’arte, attraverso la composizione delle otto cartoline, che insieme daranno vita a una narrazione unica, disseminata nella città. Rimini sarà così il tema e il contenitore open air di un progetto originale e d’avanguardia dedicato al tema dell’identità.

Il commento del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Rimini non ha scelto Cattelan né Cattelan ha chiesto a Rimini. Ci siamo trovati, forse grazie alla curiosità e al coraggio reciproco. In un momento storico in cui la città cambia (no cemento, grandi motori culturali al posto di quelli immobiliari), Rimini ha incrociato il più discusso e controverso degli artisti mondiali che ha puntato il suo sguardo verso una città dalle mille interpretazioni e contraddizioni. Cattelan ha percepito il cambiamento di Rimini e per questo e in questo senso ‘l’ha scelta’. La forza dell’arte è che consente ad ogni testa, ad ogni occhio, ad ogni cuore, insomma ad ognuno di noi di interpretare l’opera stessa, di interpretare l’opera ed il contesto che la ospita. In definitiva ognuno di noi ha un suo angolo di lettura. Niente come l’arte contemporanea, con le sue allusioni, visioni, metafore, il suo rompere codici estetici consolidati, sa esprimere il senso della modernità e dunque delle città in movimento. Il Duomo di Leon Battista Alberti non andò ad ‘offendere’, ricoprendola di simboli ambigui, la più antica Chiesa di San Francesco? Caravaggio non fu forse ripudiato dalla committenza quando dipinse una figura sacra prendendo a modello una prostituta morta affogata nel Tevere? Lo stesso teatro Galli non andò a rompere traumaticamente l’armonia di una piazza d’armi? Oggi giornalisti, fotografi, media, blogger di tutto il mondo, incuriositi dall’opera di Cattelan, scoprono Rimini città romana (opere al ponte di Tiberio e all’arco d’Augusto); Rimini oggetto di un grande cantiere teatrale dopo 70 anni di nulla e di macerie, vera e propria zavorra per la nostra comunità; le contraddizioni e le ipocrisie di una città che esattamente 30 anni fa contestava ferocemente Tondelli per la sua descrizione di Rimini quale Nashville o Las Vegas italiana, salvo oggi rimpiangerlo perché ‘allora eravamo il centro del mondo’; di una città persino costretta a vivere con il peso di un machismo greve, rimpianto e anche tollerato (c’erano anche i concorsi in cui si davano i punteggi alle donne…). Queste sono mie, personali suggestioni, tra le tante, nel caleidoscopio delle interpretazioni, nessuna delle quali definitiva. In questo senso chi sta a Rimini oggi è fortunato: perché nel mondo si parlerà di Rimini, e Rimini stessa dibatterà sul linguaggio dell’arte, sulla irruzione dell’arte contemporanea nella storia della città, nella sua carne viva. Si discuterà d’arte nel mondo e in Italia grazie a Rimini. In un’Italia in cui si dibatte solo di calciomercato e rancori. Si discuterà di cultura e della sua potenza, con la leggerezza di un altro simbolo, questo tutto balneare, riminese: una cartolina. Cartoline appunto. E chi nella vita, andando in vacanza, non ha mai spedito una cartolina? Ce n’erano e ce ne sono di tutti i tipi: hanno monumenti, paesaggi, bellezze, spesso ironiche, irriverenti, imbarazzanti, scherzose, ambigue, metaforiche. Oggi Rimini evoca, racconta i suoi paesaggi urbani, i suoi cambiamenti, con la semplicità, l’ironia e la forza di cartoline fatte da uno dei più grandi artisti del mondo.

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