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Dalla Colombia a Rimini il rappresentante della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò in visita

Sociale Rimini | 12:35 - 26 Giugno 2015 Dalla Colombia a Rimini il rappresentante della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò in visita


Continua per il terzo anno il sostegno del Comune di Rimini al progetto di Pace e Cooperazione Internazionale di Operazione Colomba, corpo non violento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, al fianco della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò (Colombia). Ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Gallo ha incontrato un rappresentante della Comunità di Pace di San Josè, Gildardo Tuberquia, membro del Consiglio Interno della Comunità di Pace sin dalla sua fondazione nel 1997, per esprimere il sostegno dell’Amministrazione come testimonianza diretta di una resistenza non violenta che mira al riconoscimento di valori civili come la giustizia e la pace.

Da 18 anni la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò vive una lotta non violenta per il riconoscimento del diritto alla vita anche in area di conflitto. Dal 1997 l'obiettivo primario della Comunità è stato quello di sopravvivere alle violenze, alle minacce e ai massacri perpetrati da parte dai gruppi armati presenti sul territorio, non rinunciando a esigere verità e giustizia rispetto ai crimini perpetrati. Parallelamente, la Comunità di Pace ha elaborato la creazione e la proposizione di un modello alternativo di vita, non più fondato sulla violenza, la prevaricazione e lo sfruttamento, ma sulla solidarietà, sul recupero del territorio collettivo e sul lavoro comunitario secondo una logica di bene a servizio di tutte le persone della comunità.

La Comunità è composta da contadini che, dopo essere stati costretti a fuggire dalle proprie terre di origine, si sono ritrovati a vivere a San Josè de Apartadò e dintorni.
 Grazie al sostegno politico, alla presenza costante di organizzazioni internazionali (Operazione Colomba, PBI e FOR) che garantiscono in parte la sua sicurezza e al lavoro comunitario della terra che gli garantisce una certa autosufficienza alimentare, la Comunità di Pace è riuscita a sopravvivere fino ad oggi. Con la sua instancabile azione di denuncia di tutte le violazioni dei diritti umani di cui viene a conoscenza, è riuscita a ottenere un abbassamento della violenza diretta, una maggior mobilità sul territorio per i contadini e un accesso facilitato agli organismi di denuncia nazionali e internazionale.