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Pallavolo e teatro, connubio a Castel Sismondo con Andrea Zorzi e Maurizia Cacciatori

Sport Rimini | 17:50 - 24 Giugno 2015 Pallavolo e teatro, connubio a Castel Sismondo con Andrea Zorzi e Maurizia Cacciatori

Castel Sismondo apre le porte allo sport. Lunedì 29 giugno, alle 21.00, la società sportiva Riviera Volley Rimini propone uno spettacolo teatrale tutto dedicato alla pallavolo e sul palco salirà un’icona dello sport nazionale: Andrea Zorzi, insieme all’esplosiva Beatrice Visibelli.

Al termine dello spettacolo, il pubblico potrà incontrare e dialogare con ‘Zorro’, che sul palco parteciperà ad un breve talk show e sarà affiancato da un’altra icona della pallavolo italiana, Maurizia Cacciatori (228 partite in nazionale, 17 trofei nazionali e internazionali) e Beppe Galli, Direttore Tecnico di Riviera Volley.

La leggenda del pallavolista volante è uno spettacolo della Compagnia Teatro d’Imbarco in cui lo sport incontra il teatro e si fa metafora della vita: Andrea Zorzi detto “Zorro” – il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile Nazionale di Julio Velasco – sale per la prima volta sul palcoscenico e, grazie alla penna e alla regia di Nicola Zavagli (riminese), racconta la sua grande avventura.

Attorno a lui, la verve esplosiva dell’attrice Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo autentico mito dello sport italiano.

Un pallone sgualcito diventa il volante che il padre impugnava durante i molti chilometri percorsi nella sua vita d’autista. Le panche dello spogliatoio, dove ci si confrontava, si discuteva e si finiva spesso per litigare, si tramutano nel letto dove un adolescente febbricitante cresceva troppo e sognava di trovare una ragazza. 

Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti. 

Ed ecco dipanarsi un affresco teatrale dove la vicenda personale s’intreccia alla storia e al costume, dove la luminosa carriera di uno sportivo viaggia attraverso la cronaca e la storia di un Paese: dalla campagna veneta degli anni settanta ai nostri giorni, dai racconti di un’adolescenza complessata, alla formazione di uno sportivo e poi di un campione.

In questo caso, il teatro porta in scena lo sport e lo sport porta in scena la vita, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici. Attraverso la biografia di un campione che ha segnato la nostra storia sportiva, riscopriamo con leggerezza la filosofia e il potenziale umano dello sport, al di là degli imperativi tecnici, economici e mediatici, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra non si possa arrivare da nessuna parte.




Foto Pallavoliamo

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