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"Pina Bausch a Roma" produzione di Riccione Teatro al Biografilm Festival

Cultura Riccione | 10:49 - 12 Giugno 2015 "Pina Bausch a Roma" produzione di Riccione Teatro al Biografilm Festival

Scomparsa nel 2009 a soli 69 anni Pina Bausch, mito della danza e del teatro di fine Novecento, meravigliosa visionaria che ha fatto innamorare del suo lavoro registi come Federico Fellini, Pedro Almodóvar e Wim Wenders, “ha terremotato con una determinazione senza confronti il panorama delle arti contemporanee” (Leonetta Bentivoglio). A partire dal primo anniversario della scomparsa, Riccione Teatro, osservatorio sulle arti sceniche tra i più attivi in Italia, ha curato e presentato diversi progetti video-cinematografici dedicati alla sua opera. L’incessante lavoro di ricerca dell’ente romagnolo è sfociato nella produzione di un documentario ideato da Andres Neumann, storico produttore degli spettacoli di Pina Bausch, e da Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro, per la regia di Graziano Graziani e Ilaria Scarpa, presentato in forma di estratto alla 22a edizione del Riccione TTV Festival nel novembre 2014. Una versione più lunga del film - vero e proprio documentario work in progress in costante aggiornamento - viene ora proiettata in anteprima nazionale durante l’ultima giornata del 15° Biografilm Festival, in programma a Bologna dal 5 al 15 giugno 2015 (appuntamento alle 19.30 al Cinema Lumière).

Lo sguardo dei due autori, rivolto alle coreografie di viaggio di Pina Bausch, investiga lo straordinario rapporto della coreografa con la città eterna a cui ha dedicato due indimenticabili spettacoli, Viktor (1986) e O Dido (1999). Attraverso un intreccio di inedite testimonianze – da Matteo Garrone a Mario Martone, da Vladimir Luxuria a Ninni Romeo, da Leonetta Bentivoglio a Andrés Neumann, da Maurizio Millenotti a Claudia Di Giacomo – il film ripercorre l’esperienza dell’artista nella capitale. La Roma di Pina Bausch è una città sorprendente e inaspettata, una Roma quotidiana, scandita da pranzi in trattoria, incursioni in sale da ballo popolari e passeggiate al mercato della frutta; una Roma underground, distesa nelle sue periferie multietniche, conosciuta grazie a ripetute visite in campi Rom e a sopralluoghi notturni in locali transgender e circoli di cultura omosessuale.