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CGIL Rimini, Province e riordino istituzionale: rafforzare unioni e puntare su fusioni

Attualità Rimini | 16:37 - 05 Giugno 2015 CGIL Rimini, Province e riordino istituzionale: rafforzare unioni e puntare su fusioni

Rafforzare le Unioni dei Comuni per puntare poi sulle fusioni, facendo leva su area vasta e distretto turistico di costa. Sindacati e Regione Emilia-Romagna cercano l'accordo sulla legge di riordino istituzionale, dopo avere firmato sul tema un protocollo il 20 marzo scorso e un verbale d'intesa il 29 maggio.
Se ne è parlato alla tavola rotonda organizzata da CGIL di Rimini sul tema "Riforme Riordino Istituzionale. Unione dei Comuni e Fusioni in Emilia Romagna".
Sono intervenuti al dibattito: Emma Petitti Assessore Regione Emilia Romagna, Riziero Santi Presidente Unione Valconca, Marcello Fattori Presidente Unione Valmarecchia, Luciano Vandelli Professore Scienze Giuridiche, Elisabetta Morolli Segretario Generale FP CGIL Rimini.
Ha introdotto la discussione, moderata da Meris Soldati dello SPI CGIL, il Segretario confederale Massimo Fusini.
Erano presenti tra il pubblico il Sindaco e Vice Sindaco di Poggio-Torriana Daniele Amati e Francesco Antonini, la Sindaco di Santarcangelo Alice Parma, la Sindaco di Verucchio Stefania Sabba, i Consiglieri regionali Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi e alcuni assessori dei Comuni della Provincia di Rimini.
Tra gli interventi, quello di Massimo Fusini che ha tracciato un quadro sintetico della crisi economica, che da 6 anni attanaglia anche il territorio riminese e che ha già prodotto la perdita di 10 mila posti di lavoro. In questa situazione è fondamentale il ruolo del pubblico attraverso un riordino che dia un "modello di sviluppo diverso", basato sulla "semplificazione e sulla coesione territoriale". Da qui la necessità di mettere in campo "una sperimentazione", chiamando a raccolta i quattro sindaci dei capoluoghi romagnoli oltre a quello di Ferrara per "cominciare a discutere di una struttura leggera".

Di integrazione delle politiche territoriali, cooperazione e coesione tra le istituzioni territoriali ha parlato anche l’assessore regionale Emma Petitti. Sì alle unioni, ma, dopo la legge Delrio, non si può tralasciare il futuro di circa 2.000 dipendenti provinciali. Di questi "1.100 transiteranno dalle Province alla Regione", per cui e' necessario anche una riorganizzazione a livello regionale, per costruire un "nuovo sistema che dia alla Regione un ruolo piu' forte, dando al contempo valore alla cooperazione territoriale".

Superati i tempi del Federalismo, di cui ormai non discute più nessuno, il modello di governance territoriale che si va prospettando "non è più neppure quello del policentrismo o del nuovo centralismo, ma - ha ribadito il prof. Vandelli - si tratta di costruire un sistema di partecipazione, cooperazione, coesione".

Ultimo tema affrontato quello delle Unioni e delle Fusioni che ha visto a confronto le posizioni in parte divergenti dei Presidenti dell’Unione Valconca e Valmarecchia: bisogna "andare veloci" verso le aree vaste, individuando "bacini ottimali per i servizi", afferma Riziero Santi, presidente dell'Unione Valconca, mentre il collega dell'Unione Valmarecchia, Marcello Fattori, sottolinea che "la riorganizzazione va fatta considerando cittadini e territori. Non si puo' fare solo cassa".

Al momento dopo la fusione di Poggio Torriana è già in calendario il referendum (11 ottobre) per il Comune unico Montescudo-Montecolombo. Per altre fusioni si fanno solo delle ipotesi come Saludecio, Mondaino, Montegridolfo; Morciano, San Clemente, Montefiore, Gemmano; Cattolica, San Giovanni, Misano. Sono prospettive che andrebbero valutate alla luce degli stessi incentivi disponibili fino al 31 dicembre 2016.