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False cooperative, anche il Sindaco Gnassi partecipa alla raccolta firme di Legacoop

Attualità Rimini | 12:17 - 27 Maggio 2015 False cooperative, anche il Sindaco Gnassi partecipa alla raccolta firme di Legacoop

Anche il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha apposto la propria firma per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative. «Ritengo molto importante che gli amministratori della cosa pubblica in primo luogo contribuiscano al successo di questa legge di iniziativa popolare promossa dall' Alleanza delle Cooperative Italiane. Solo operando in un quadro certo e trasparente di legalità si dice un No definitivo al fenomeno delle false cooperative e si mette un argine invalicabile a quei comportamenti che rischiano di minare la credibilità di un intero sistema di cui il nostro Paese può giustamente andar fiero», ha dichiarato il Sindaco.
La proposta di legge prevede la perdita della qualifica di cooperativa per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni e ispezioni; la definizione di un programma di revisioni per i settori più a rischio; la tempestiva comunicazione dello scioglimento delle cooperative all'Agenzia delle Entrate; la creazione di una cabina di regia al Ministero dello Sviluppo Economico che coordini i soggetti chiamati a vigilare. La raccolta di firme è il tassello di una lotta più ampia con cui l'Alleanza delle Cooperative mette nel mirino il massimo ribasso nelle gare d'appalto, il mancato rispetto del contratto di lavoro, le infiltrazioni mafiose (grazie all'applicazione del Protocollo di legalità già sottoscritto con il Ministero dell'Interno), il rafforzamento della partecipazione dei soci ai processi decisionali e il sostegno agli osservatori territoriali della cooperazione.
I rappresentanti delle associazioni che costituiscono l'Alleanza delle Cooperative in Romagna (AGCI Forlì-Cesena-Rimini, AGCI Ravenna-Ferrara, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna, Confcooperative Rimini e Legacoop Romagna) hanno definito un programma di iniziative nei territori. L'obiettivo a livello nazionale è di raccogliere almeno 50.000 firme entro i prossimi sei mesi da depositare in Cassazione. A quel punto il Parlamento sarà chiamato a discutere e votare la proposta.
Le false cooperative sono imprese solo formalmente mutualistiche, ma che in realtà inquinano il mercato usurpando la reputazione delle cooperative vere: si offrono a prezzi più bassi di quelle che agiscono correttamente rispettando i diritti di chi lavora, pagano meno i lavoratori, non attuano la necessaria formazione e le misure di sicurezza nei posti di lavoro, spesso eludono il fisco chiudendo e riaprendo le attività sotto un nuovo nome. I controlli, anche per l'insufficienza di organico di chi sarebbe tenuto farli e per l'inadeguatezza delle normative, sono rarissimi e le sanzioni inappropriate alla gravità del fenomeno.

 
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