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Microspie piazzate nella sede albergatori Rimini, condannato ex dipendente

Cronaca Rimini | 19:05 - 30 Aprile 2015 Microspie piazzate nella sede albergatori Rimini, condannato ex dipendente

Un ex dipendente dell'Associazione albergatori (Aia) di Rimini è stato condannato a 10 mesi per le microspie piazzate nella sede dell'Aia. Interferenze illecite nella vita privata altrui è il capo di imputazione per Vasco Casadei, 52 anni, che dopo anni di servizio all'Aia si era poi messo in proprio. Nel computer di Casadei gli investigatori trovarono il file audio in cui c'è una riunione del 7 dicembre del 2007 presso la sede dell'Aia Servizi, in cui si era discusso del suo licenziamento. Contro Casadei si era costituita parte civile la stessa Aia attraverso la presidente, Patrizia Rinaldis, rappresentata dall'avvocato Maurizio Ghinelli. La richiesta di danni complessiva era di 60 mila euro, ma il giudice pur condannando l'imputato non ha accordato alcun risarcimento. "E' una sentenza manifestamente ingiusta - ha detto l'avvocato Moreno Maresi, difensore di Casadei con l'avvocato Mattia Lancini - una volta esaminate le motivazioni proporremo ricorso in Appello certi che vengano ritenute buone le ragioni del nostro cliente". Secondo la linea difensiva il file audio trovato nel pc dell'imputato era stato registrato e poi girato a Casadei da una dipendente che aveva partecipato alla riunione. Inoltre anche la consulenza tecnica chiesta dall'accusa aveva spiegato che quel file non era compatibile con una registrazione fatta con microspie. Il caso delle cimici nella sede degli albergatori di Rimini era emerso da un sospetto su un dipendente. Dalla bonifica degli uffici si era scoperto la presenza di una microspia in una presa della corrente oltre ai segni di manomissione nei telefoni.

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