Venerdý 28 Febbraio01:18:02
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Nel 1944 durante la Guerra San Leo divenne "zona libera": se ne parla in un incontro

Cultura San Leo | 07:03 - 22 Aprile 2015 Nel 1944 durante la Guerra San Leo divenne "zona libera": se ne parla in un incontro

Si aprirà venerdì 24 aprile alle ore 18.00 presso la sala Polivalente del Palazzo Mediceo, il Convegno promosso dall’ISRIC di Rimini in collaborazione con ISTORECO di Forlì-Cesena, Studi Montefeltrani, l’Istituto Tonino Guerra di Novafeltria, con il patrocinio del Comune di San Leo. Il tema dell'incontro sarà  "San Leo zona libera, testimonianze" a cura del Prof. Angelo Turchini dell’Università di Bologna.
San Leo, dominante la valle del Marecchia, con le formidabili difese naturali della rocca, era punto di riferimento importante per i collegamenti e le vie di comunicazione, via di una ritirata ideale dai contrafforti della Linea Gotica.

San Leo per una ventina di giorni, nel corso dell’estate del 1944, dal 23 giugno al 14 luglio, vivrà un evento unico nella nostra zona, e raro nella realtà italiana del tempo: San Leo sarà una zona libera. Con questa espressione ci si riferisce “specificamente ad aree territoriali nelle quali, venuta meno la presenza di reparti tedeschi e fascisti, si esercitava un’amministrazione mediante iniziative democratiche di vario tipo” (C. Vallauri); anche se non è la stessa cosa che Repubblica partigiana, tuttavia sotto questa denominazione per estensione “si fanno ricadere anche le zone libere, dove non venne eletta una direzione politico-amministrativa centrale formata da civili, ma in cui le popolazioni, sotto la guida delle formazioni partigiane, in maniera collettiva e unitaria crearono una prima forma di autogoverno locale democratico, dopo vent’anni di dittatura fascista fondata sulla gerarchia e la centralizzazione burocratica” (N. Augeri). Come è noto “le repubbliche e le zone libere furono più di venti, dal Friuli alle valli del Cuneese, alla dorsale appenninica fino alla zona di Perugia”, ivi compresa la città di San Leo, che grazie al gruppo di Raffaele Montella, diede vita ad una specie di governo libero locale, un’esperienza vissuta con intensità, con un maturo e inedito “senso della propria sovranità” percepito da parte dei civili, “intesa non come esercizio di potere, ma come assunzione di responsabilità, sia rispetto alle esigenze della vita quotidiana della comunità, sia in vista della prospettiva futura di un paese libero e democratico” (Augeri).
La vicenda, non del tutto ignota, ma poco considerata, verrà illustrata con la lettura di diverse testimonianze.

Se ne parlerà nuovamente in un doppio appuntamento il 28 aprile a Novafeltria (ore 1030, prsso l'Istituto Tonino Guerra) e a San Leo (Palazzo Mediceo ore 15)