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Aeroporto, Consorzio ad AiRiminum: 'bugie hanno gambe corte, il Tar non si è espresso'

Attualità Rimini | 16:45 - 17 Aprile 2015 Aeroporto, Consorzio ad AiRiminum: 'bugie hanno gambe corte, il Tar non si è espresso'

Da parte del Tar dell’Emilia-Romagna non ci sarebbe stata alcuna bocciatura della richiesta di sospensiva presentata dal Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto di Rimini e San Marino. Per quanto riguarda poi il ricorso del curatore fallimentare di Aeradria, Renato Santini, sempre il Tar, con una sentenza di 15 righe di motivazione, lo avrebbe dichiarato "irricevibile, perché tardivo". Parola del Consorzio che continua la sua battaglia con AiRiminum sui ricorsi al bando di gara Enac per l’assegnazione dell'aeroporto "Fellini".
"Una altisonante vittoria in un cammino luminoso", l'aveva definita l’amministratore unico della cordata gestrice dello scalo, Leonardo Corbucci. La verità sarebbe un'altra, come precisa l’avv. Sebastiano Capotorto, difensore del Consorzio nel giudizio sul quale il TAR si è "riservato" di decidere all’udienza dell’8 aprile scorso.

In quell'udienza - si legge in una nota del legale- il ricorrente non ha infatti "insistito nel richiedere la pronuncia su quella istanza, pertanto il Tar non si è pronunciato né in un senso né nell’altro". Si tratta, spiega, di “un comportamento processuale assolutamente normale, pratico e opportuno, che consente al Tar di esprimersi con motivazione diffusa". Tra l’altro il Consorzio già il 16 marzo scorso prese la decisione di differire l’istanza cautelare alla medesima data dell’udienza di merito già prevista per l’8 aprile.

Sul ricorso Santini, aggiunge il Consorzio, la sentenza del tribunale "non ha neppure esaminato il merito, ma si è limitata ad aspetti processuali, come tali puramente formali".  Se chi vuole gestire lo scalo di Rimini, conclude il Consorzio, "esordisce diffondendo false informazioni c’è assai da preoccuparsi". D’altronde finora gli è riuscito solo "lo scherzo del primo aprile scorso ai riminesi, con il bluff dell’apertura dello scalo a pochi sparuti passeggeri, sbarcati a peso d’oro a carico del contribuente".

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