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Patenti nautiche in cambio di denaro, pm Ercolani spiega nell'intervista video l'inganno

Cronaca Rimini | 15:48 - 18 Febbraio 2015

Concussione alla rivelazioni di segreto d' ufficio, falsità ideologica e corruzione, il tutto per agevolare patenti nautiche con l'inganno: due sottufficiali delle Capitanerie di Porto rispettivamente di Rimini e Pesaro, sono stati arrestati dai carabinieri su ordine del gip Sonia Pasini in seguito all'indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani. Il gip ha ordinato custodie cautelari in carcere. Le accuse nei confronti dei due militari, il Maresciallo C.S., 53 anni, e il Luogotenente V.L., 58 anni, entrambi originari del brindisino, sono di falso ideologico e materiale "commesso mediante errore determinato da altro inganno". In pratica secondo le indagini i due militari avrebbero attestato il superamento dei test orali e scritti per l'ottenimento della patente nautica oltre le dodici miglia. Un meccanismo che andava avanti almeno dall'anno 2006, che ha portato nelle tasche degli indagati decine di migliaia di euro, venuto alla luce solo nel 2012. In quell'anno l'allora presidente della Cooperativa Pescatori di Cattolica, dovendo commutare il titolo di guida professionale in patente nautica da diporto, si rivolse alla Capitaneria di Rimini. Qui uno dei due imputati, C.S., avanzò delle perplessità circa alcune irregolarità, sanabili eventualmente con il pagamento di 400 euro, somma mai versata dal pescatore. Dalle successive indagini emerse che dalla Capitaneria un fantomatico "Mister 5", dove il numero 5 rappresentava i 500 o i 5000 euro chiesti per evadere paratiche nautiche, si rivolgeva, per espletare le stesse, ad un'agenzia della provincia. Quest'ultimo era appunto C.S., coadiuvato da un collega della Capitaneria di Cervia che proprio nell'agenzia rilasciava titoli dietro il pagamento di una somma che andava dai 2000 ai 3000 euro. Gli inquirenti, analizzando le pratiche di esame svolte nella Capitaneria di Rimini, giunsero all'anomalo conferimento di una patente da parte di un candidato, che aveva commesso in sede di esame ben 5 errori: questi, avevendolo tentato più volte, ma invano, si era rivolto all'"uomo giusto", un Maresciallo della Capitaneria di Pesaro, V.L. appunto, che, previo pagamento di 13 mila euro, lo aveva indirizzato nella sede di Rimini in cui, ad esaminarlo, risultò proprio "Mister 5", ossia C.S.

Dopo numerose intercettazioni telefoniche il cerchio delle indagini, coordinate dal PM Dott. Davide Ercolani, si è chiuso con le ordinanze di carcerazione per entrambi i sottoufficiali, atte anche a prevenire il reiterare dei reati, visto che sono entrambi ancora in servizio, e l'eventuale inquinamento di prove indiziarie nei loro confronti.

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