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Video: pizzo di 50 euro per prostituirsi sulla Statale 16, arrestati due giovani sfruttatori

Cronaca Rimini | 12:39 - 17 Febbraio 2015

Favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione ed estorsione. Sono queste le accuse per due albanesi, una 21enne irregolare sul territorio e un 23enne. Sono stati fermati venerdì scorso nel residence di Torre Pedrera che usavano come base logistica. La ragazza è anche accusata di aver provocato lesioni ad una prostituta ungherese. I due, oltre a gestire un gruppo di ragazze, chiedevano il "pizzo" anche ad altre prostitute per poter battere in determinate zone. Le indagini sono partite nel giugno scorso a seguito di una lite scoppiata sulla statale adriatica. La zuffa era partita proprio per questioni di "diritto di superficie": quattro prostitute, portate lì dal 23enne, avevano vantato il "possesso" della zona. Se le "colleghe" volevano rimanere, avrebbero dovuto tirar fuori 50 euro a testa. La situazione era degenerata con il ferimento di una ragazza ungherese ad opera della 21enne albanese. Le indagini sul momento hanno permesso di identificare in primis il 23enne, come l'autista che accompagnava le ragazze al lavoro, ma anche colui il quale riscuoteva il "pizzo".


In seguito la Polizia ha rintracciato la ragazza albanese, portandola in Questura per accertamenti. Una volta finito il colloquio, la ragazza è stata pedinata fino al suo arrivo al residence di Torre Pedrera dove si trovava anche il 23enne. Il legame tra i due era anche stato confermato dai numerosi messaggi giunti sul telefono della ragazza durante la sua permanenza in Questura.




I controlli dovevano aver allarmato i due, portandoli ad allontanarsi dalla zona per qualche tempo. La svolta nelle indagini è avvenuta nel settembre scorso quando si è presentata in questura una prostituta ungherese, presente alla lite della primavera precedente. La ragazza aveva raccontato anche che i due albanesi erano ritornati in zona, con una ragazza loro connazionale con problemi fisici. Incuranti di questo i due la costringevano a prostituirsi e le avevano anche portato via i documenti. La prostituta ungherese si era offerta di aiutarla, dando ai due aguzzini 1300 euro per riscattare i documenti della ragazza. Nonostante questo i due continuavano a sfruttare la giovane e, da intercettazioni telefoniche, era risultato che la considerassero "di loro proprietà". La giovane, rintracciata dalla Polizia, aveva confermato tutto ma aveva paura di denunciare i due temendo ritorsioni. Gli agenti avevano poi convocato in questura le prostitute aggredite a giugno scorso. Le ragazze avevano poi riconosciuto i due albanesi.

Tra prostituzione ed estorsioni i due riuscivano a portare a casa circa 1000 euro al giorno. Il fermo è stato convalidato nei giorni scorsi in quanto i due risultano senza fissa dimora e perche' c'era il pericolo di reiterazione del reato.

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