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Omicidi Nusdorfi e Mannina, concluse le indagini: tutti colpevoli

Attualità Rimini | 10:58 - 05 Gennaio 2015 Omicidi Nusdorfi e Mannina, concluse le indagini: tutti colpevoli

Si sono chiuse le indagini per gli omicidi di Silvio Mannina e Lidia Nusdorfi, il pm chiede il rinvio a giudizio per Dritan Demiraj, Monica Sanchi, lo zio di Dritan Sadik Dine e un 17enne albanese.

A Demiraj, l’omicida 29enne reo confesso del duplice omicidio, e Sanchi, la cameriera riccionese 36enne, sua ex fidanzata, è stata notificata la conclusione indagini con l'accura di duplice omicidio pluriaggravato, con le aggravanti della premeditazione del delitto, ma anche dalla gravità delle torture.
A Sadik Dine, 50enne, pescatore albanese, zio di Demiraj, è inoltre imputato il concorso nell’omicidio di Lidia Nusdorfi: era la sua l'auto che condusse la coppia di ex fidanzati a Mozzate, accompagnati dal minorenne, per uccidere Lidia Nusdorfi.
Infine il 17enne, arrestato in Francia, avrebbe accompagnato Demiraj e la Sanchi a Mozzate per l'omicidio Nusdorfi e avrebbe partecipato a quello di Mannina avvenuto a Rimini.

Il 28 febbraio 2014 fu Monica Sanchi ad inviare un sms a Mannina, ex fidanzato di Lidia Nusdorfi, tendendogli una trappola per attirarlo in casa del killer a Rimini. Qui fu picchiato brutalmente, poi ucciso con un filo elettrico intorno al collo, avvolto in un lenzuolo bianco e con un cappuccio di plastica, infine seppellito alla cava del lago Azzurro di Santarcangelo.
Fu sempre la Sanchi poi che, il 1 marzo, attirò con un sms Lidia nella trappola mortale nel sottopasso della stazione di Mozzate (Como).

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