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Le indecisioni della politica sul gioco d’azzardo: male o fonte di crescita?

Attualità Nazionale | 07:42 - 07 Novembre 2014 Le indecisioni della politica sul gioco d’azzardo: male o fonte di crescita?

L’Italia è sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi e, nel bel mezzo delle discussioni in vista della Finanziaria 2014 e delle nuove tasse che verranno imposte dal Governo Renzi, spunta anche il dibattito tra i promotori del gioco responsabile e chi da anni si oppone al famigerato gioco d’azzardo. Dall’inizio del 2014, i governi regionali stanno intraprendendo una guerra a tutto campo per cercare di arginare l’ascesa del fenomeno gambling, in particolare per limitare la diffusione a macchia d’olio di videolottery e slotmachine.  La crescita del settore in Italia, nonostante i colpi di coda della recessione, contrasta con le politiche di censura che governatori regionali e associazioni stanno portando avanti cavalcando il cavallo di battaglia della ludopatia. Sgravi fiscali e incentivi sono i mezzi che alcune regioni del Nord Italia stanno adottando per scoraggiare l’installazione di slot e dispositivi simili nei luoghi pubblici, provvedimenti che potrebbero uccidere un settore che offre diversi posti di lavoro in tutta Italia. Ma la dipendenza del gioco d’azzardo ha origini ben diverse dalla presenza delle cosiddette ‘macchinette’ nei bar o sale da gioco presenti nei nostri paesi, in quanto si annida nei disagi sociali vissuti dalle fasce deboli. A rendere il quadro ancora più complesso ci stanno pensando alcuni degli esponenti del governo Renzi che, consapevoli dell’importanza ai fini dell’indotto fiscale del gambling, hanno finalmente aperto un dialogo costruttivo con gli operatori del settore al fine di regolamentare ad hoc e rendere sempre più responsabile il gioco d’azzardo in Italia.
Il movimento del gambling in Italia sta attraversando una fase di stabilità come confermano i dati forniti dai principali operatori di gioco (32Red, William Hill, Pokerstars, Lottomatica, etc) e interpolati dagli analisti di Agipronews, nota agenzia di stampa specializzata nel settore. Nella prima parte del 2014 le giocate al netto delle vincite hanno subito un’inflessione del 9,6% rispetto al medesimo periodo dell’anno passato. A compensare il dato negativo ci ha pensato la spesa complessiva, crescita del 9,4% rispetto al 2013.
Le scommesse sportive si confermano al primo posto nella classifica degli incassi complessivi, un dato che conferma la passione degli italiani per lo sport e in particolare per il calcio. Dato in rialzo rispetto agli anni passati grazie all’effetto traino esercitato dai Mondiali di Calcio disputati questa estate in Brasile. Ma la sottocategorie che ha fatto il passo in avanti più grande nel 2014 è quella delle slot machine e delle videolottery. Il casino Online 32Red e la piattaforma gestita da Lottomatica, sono i due operatori che nei primi sei mesi del 2014 hanno riscontrato un aumento considerevole delle registrazioni di account online, una crescita di popolarità che ha incrementato l’entrate complessive derivanti dalle room dedicate al mondo delle slot machine. Nell’analisi di questa crescita è d’obbligo menzionare il ruolo svolto dalla diffusione di dispostivi portatili e dall’installazione di applicazioni ad hoc che hanno trasformato radicalmente la modalità di gioco rendendo l’applicazione appetibile e utilizzabile da qualsiasi posto del mondo, una comodità a cui i gamblers non erano abituati.
La crescita della categoria, già testimoniata dal secondo posto occupato dal nostro paese sulla spese pro capite annua in slot machine e vlt, è anche una diretta conseguenza della crisi che sta attraversando il mondo del poker. Dopo il boom degli anni passati, grazie alle ingenti quantità di denaro investite dagli operatori di gioco in pubblicità e diffusione sui principali media, il tavolo verde sta attraversando un periodo negativo, con perdite ingenti registrate sia nella versione cash che nei tornei di poker online, che fino a qualche anno fa erano divenuti dei veri e propri must tra migliaia di navigatori usali della Rete e appassionati del tavolo verde.
Un altro aspetto da non sottovalutare, visti i rigidi controlli imposti dallo Stato ai tetti massimi di vincita, è la migrazione dei giocatori più esperti verso le piattaforme di gioco non autorizzate. Le ormai famose dot com si stanno facendo strada grazie ad un offerta e ad una liquidità decisamente maggiore rispetto alle piattaforme legalizzate. Nei primi dieci mesi dell’anno una nota piattaforma illegale estera ha registrato degli incassi del 20% maggiori rispetto all’intero mercato.it, dall’analisi di questo bilancio è eloquente come l’offerta illegale abbia un appeal decisamente migliore rispetto al poker legalizzato dell’AAMS.
Infine, un altro fattore che ha inciso pesantemente sia sulla crisi del poker che sulla fase di stallo dell’intero settore del gambling è la nuova tendenza al risparmio degli italiani, che per sopperire agli stenti della crisi hanno rispolverato una delle tecniche tanto care ai nostri genitori, ovvero risparmiare perché del futuro non vi è certezza. A pagarne le spese è stata la fascia di età che oscilla tra i 25 e i 35 anni, ossia il target vocazionale per il gamling online. Su questa porzione di target pesa come un macigno anche la concorrenza  opposta dai giochi online disponibili direttamente sui social network, principalmente Facebook, divenuto l’ombelico del mondo della generazione 2.0.