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Anche un fotografo bellariese alla mostra internazionale 'Project 192' di Parigi

Cultura Bellaria Igea Marina | 11:18 - 17 Ottobre 2014 Anche un fotografo bellariese alla mostra internazionale 'Project 192' di Parigi

C’è anche il bellariese Carlo Pelliccioni, tra i quasi duecento fotografi selezionati per la mostra fotografica internazionale “Project 192”: un progetto che ha sede a Parigi, ed è stato ideato da Ciro Prota per commemorare il decennale della strage di Madrid, il primo attentato terroristico di Al-Qaida in Europa del 2004.

A fianco di Pelliccioni, fotografi  di tre continenti e undici nazioni (Germania, Francia, Turchia, Filippine, Spagna, India, Inghilterra, Canada, Italia, Portogallo e San Marino), selezionati con un bando internazionale on-line al pari del nostro concittadino. Dopo l’anteprima nazionale a Padova lo scorso luglio, la mostra sarà visitabile a San Marino fino al 15 novembre (a Palazzo Sums - via G. Belluzzi, 1): l’inaugurazione è prevista sabato 25 ottobre. Successivamente, “Project 192” sarà esposta nella capitale francese e in altre location internazionali.

Il nome del progetto è ispirato al numero delle vittime di quel drammatico 11 marzo 2004, quando alcuni treni affollati di pendolari, in una Madrid ancora addormentata, vennero sventrati dalle esplosioni.

“La mostra rappresenta un viaggio nella memoria da una prospettiva diversa”, spiega Carlo Pelliccioni, “ovvero quella dei creativi coinvolti per raccontare, e non dimenticare, le vittime di quella strage terribile: il rischio, infatti, è quello che, giorno dopo giorno, questo passato così vicino a noi cada nell’oblìo. Ad ogni fotografo”, continua Pelliccioni, “è stato chiesto di esprimere attraverso l’immagine la storia di una vittima dell’attentato. La mia foto parla di Inés Novellón Martínez, infermiera appena 30enne, molto legata alla sua famiglia e appassionata di ballo, che amava la vita e sognava un viaggio a Parigi: avrebbe dovuto farlo di lì a poco con il suo fidanzato, ma un cambio di orario del suo lavoro la fece andare incontro a un tragico destino. Con queste poche nozioni biografiche, ho tentato di realizzare una fotografia che parlasse di lei e la riportasse in vita.”

Nella foto, lo scatto che partecipa alla mostra