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"Delitto Pantani" un nuovo libro sul giallo del Pirata scritto da un giornalista riminese

Cultura Rimini | 09:36 - 14 Ottobre 2014 "Delitto Pantani" un nuovo libro sul giallo del Pirata scritto da un giornalista riminese

Arriverà a novembre in libreria "Delitto Pantani: Ultimo chilometro (Segreti e bugie)", di Andrea Rossini edito da "Nda press". "La stanza dove fu ritrovato il cadavere, al quinto piano e con le finestre sigillate - scrive l'autore -, era chiusa dall'interno. Il portiere, il primo ad entrare, usò il passepartout e per farsi largo fu costretto a spingere perché la porta era ostruita dal forno a microonde. Nessuno sarebbe potuto uscire senza spostare l'elettrodomestico. Una testimonianza, mai messa in discussione, che da sola esclude la presenza di estranei". E poi: "Il fax con l'orario della morte e la storia dell'orologio Daytona - sottolinea Rossini - non sono una scoperta di oggi, ma si trovano già nel fascicolo vecchio di dieci anni. Allora come è morto davvero Marco Pantani? Qual è l'origine delle sue ferite? Chi mise a soqquadro la stanza? Il Pirata fu davvero aggredito e costretto con la forza ad assumere la dose letale di cocaina? Di chi si sospetta nell'esposto?". Dopo l'apertura dell'inchiesta per omicidio volontario, la verità sulla morte di Pantani diventa la protagonista del libro di Rossini, il cronista del Corriere Romagna che 10 anni fa seguì fianco a fianco gli investigatori nell'indagine sulla drammatica fine del "Pirata". Il volume prova a dare risposta a tutti i gli interrogativi che hanno portato alla riapertura dell'indagine con l'ipotesi di omicidio volontario. "Il libro - spiega l'editore Massimo Roccaforte - è scritto da Andrea Rossini, l'unico giornalista investigativo che ha seguito il caso dall'inizio alla fine, ha presenziato al processo, ha parlato con testimoni e imputati, raccolto le sentenze, esaminato le carte sulla base delle nuove obiezioni fino a smontare la tesi della macchinazione complottistica". Una prima parte, narrativa, si legge come un romanzo al quale è stato strappato il lieto fine, frutto di una riedizione aggiornata di "Ultimo chilometro", l'altra è un serrato botta e risposta. Due facce di un unico reportage che si candida a rappresentare un punto fermo per chiunque intenda vagliare l'attendibilità di prove e argomenti sul "delitto che non c'è". "Il fatto che non ci sia un assassino - commenta l'autore - non significa che in questa storia siano tutti innocenti: forse non lo è nessuno". (ANSA).