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Alla scoperta delle vasche rupestri della Valmarecchia

Cultura Rimini | 12:24 - 16 Settembre 2014 Alla scoperta delle vasche rupestri della Valmarecchia

Venerdì 19 Settembre dalle ore ore 9 alle ore 13 presso la sala del Giudizio del  Museo della Città di Rimini si terrà una giornata di studi sulle vasche rupestri della Valmarecchia con la relativa visita delle stesse dalle 15 alle 19 presso San Leo e Torricella.

Durante la mattinata saranno presentati i materiali realizzati nell’ambito dell’iniziativa: una brochure e un video sulle vasche rupestri della Valmarecchia, situate nei comuni di Maiolo, Montecopiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Santagata Feltria e del comune toscano di Badia Tedalda. 

“Le vasche rupestri sono una delle manifestazioni più emblematiche e particolari dell’archeologia rupestre preistorica, che caratterizzano alcune aree della penisola italiana. Tra queste, anche la Valmarecchia che annovera, assieme a tante altre testimonianze dell’antichissima frequentazione umana della valle, numerosi e interessanti esemplari di questo genere di monumenti. Tutti i manufatti presenti nell’area vengono classificati nelle tre tipologie, dettate dalla loro morfologia: vasche singole, vasche plurime, vasche aperte.

Note localmente come “Are sacrificali”, di probabile reminiscenza di antichi riti cultuali, alle vasche rupestri della Valmarecchia vengono attribuite diversi funzioni, tutti riconducibili o all’ambito produttivo o a quello rituale. Qualunque sia stato l’utilizzo originario di ciascun manufatto, definibile dal contesto ambientale e culturale in cui sono inseriti, le vasche rupestri marecchiesi, come tutti gli altri monumenti presenti nel nostro territorio, costituiscono delle importanti tracce per la ricostruzione socio-culturale del Montefeltro.”

Il progetto SEE-InTourAct, di cui fa parte la manifestazione, intende garantire un approccio integrato nella pianificazione dello sviluppo turistico, assicurando sinergie con le politiche regionali e promuovendo non solo le destinazioni turistiche più famose, ma anche le zone più periferiche e rurali. Ciò potrà consentire l'estensione della stagione turistica, una riduzione della concentrazione di turismo in aree limitate, la sostenibilità ambientale ed economica e il miglioramento dell'offerta turistica.