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Rimini: 9 ore in attesa per un controllo al gesso, le scuse dell'Ausl

Attualità Rimini | 17:23 - 13 Agosto 2014 Rimini: 9 ore in attesa per un controllo al gesso, le scuse dell'Ausl

Nove ore di attesa per un controllo al gesso. E' quanto capitato ad una donna di Rimini, all'ospedale Infermi per una visita di routine. Purtroppo per lei ad attenderla una lunghissima attesa. La notizia è uscita su "La Voce di Romagna" e ha suscitato molto clamore. Nel pomeriggio di mercoledì l'Ausl Romagna ha pubblicato una nota di scuse per l'accaduto.




In merito all’articolo pubblicato in data odierna da “La Voce di Romagna” edizione di Rimini, dal titolo “Quasi nove ore d’attesa per un controllo al gesso della gamba”, si rende noto quanto segue.

L’attività ortopedica non urgente, compresi i controlli, viene effettuata presso l’ambulatorio divisionale del Reparto di Ortopedia e presso la Sala Gessi, in cui operano medici dedicati, che effettuano mediamente circa 50 controlli quotidiani. A questi si aggiungono due medici dedicati all’attività in Ortopedia d’Urgenza, presso il Pronto Soccorso, che svolgono attività di consulenza ed ambulatoriale che mediamente si attesta su  una settantina di pazienti al giorno. 

Nella giornata di lunedì scorso si è verificato un alto numero di controlli che è coinciso anche con un fortissimo accesso di pazienti alla Ortopedia d’Urgenza. Per comprendere l’entità della situazione basti pensare che in Ortopedia d’Urgenza sono stati inviati 113 pazienti: 71 consulenze da Pronto Soccorso e 42 accessi diretti. Tra questi 7 pazienti pediatrici per cui si è reso necessario effettuare immediatamente riduzioni di fratture, ed un paziente che ha richiesto un intervento chirurgico ortopedico urgente che è durato varie ore. 

Alla luce di tale situazione congiunturale, si sono verificate, purtroppo, lunghe attese per le quali la Direzione Sanitaria dell’Ospedale “Infermi” si scusa con i pazienti. Tale circostanza è peraltro attentamente al vaglio per individuare azioni organizzative mirate a far fronte anche alle situazioni in cui l’accesso dei pazienti raggiunge, come lunedì, dimensioni inaspettate. 

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