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Furti in negozi e supermercati, ConfCommercio Riccione: "una piaga"

Attualità Riccione | 12:32 - 05 Agosto 2014 Furti in negozi e supermercati, ConfCommercio Riccione: "una piaga"

Nel riminese i furti in negozi e supermercati sono all'ordine del giorno. Episodi che nella maggior parte dei casi coinvolgono persone in stato di indigenza. Il fenomeno dei furti si aggrava in estate, quando un maggior afflusso di persone dovuto alla presenza di turisti, permette ai ladri di farla maggiormente franca. 


La Confcommercio di Riccione lancia l'allerta, parlando di una vera e propria piaga. La maggior parte dei furti non viene denunciata. Spesso si rinuncia alla denuncia di fronte allo stato di povertà della persona colta in fallo; altre volte si rinuncia per le lungaggini legislative e burocratiche. 


“La preoccupazione sale ogni giorno di più, perché i commercianti di Riccione continuano ad essere presi di mira con una costanza e una determinazione che lascia attoniti”. Questo il commento di Frangiotto Angelini, titolare dei supermercati e specialità alimentari Ghiottorso Angelini, dopo l’ennesimo furto consumatosi ai danni del suo esercizio in Viale Dante. Assieme a lui denunciano questo clima diffuso di ansia e preoccupazione Supermarket Abissinia, Discount La Viola, Self Service Market, Conad City Cervi, Euromarket, Despar e Market Portofino. Angelini poi prosegue: “Mai come in questo periodo si era registrata una tale raffica di episodi a nostro danno. Noi titolari di attività e i nostri dipendenti viviamo in continua apprensione e siamo stanchi di lavorare con questo stato d’animo. Tanti nel nostro settore hanno investito risorse per installare telecamere e sistemi antitaccheggio sui prodotti e alcuni addirittura per assumere vigilantes, ma anche questi sistemi di controllo non sono più sufficienti a garantire tranquillità sul posto di lavoro. Oltre al danno subiamo quindi la beffa: investiamo tanto in sicurezza, ma senza particolari successi in termini di risultati e con un aumento di costi di gestione, che poi va a discapito unicamente dei clienti. Questo corto circuito deve trovare il modo di finire. Occorre provare a tutelare maggiormente la presenza dei negozi, aiutandoli a svolgere il proprio lavoro in tranquillità, in quanto le nostre attività, per loro natura, costituiscono le prime sentinelle del territorio. Chiediamo perciò a gran voce alle forze dell’ordine – conclude Angelini – la massima attenzione sul tema e, se possibile, un inasprimento delle sanzioni per chi viene colto in fallo o, come deterrente, il pagamento del maltolto al negoziante”. 

Da un’indagine effettuata su un campione di aziende di generi alimentari risulta che i ladri rivolgono le loro attenzioni a champagne, liquori, caffè, scatolame, articoli di bassa profumeria e addirittura a carne e latticini ultimamente; per chi ha una media struttura di vendita solo i “furti visti” sono circa settecento durante l’anno, mentre per chi ha un negozio di vicinato i “furti visti” si attestano su una media di 150 all’anno (e si parla solo di quelli visti); sia per gli uni che per gli altri questi episodi incidono da quasi 1 fino anche a 3 punti in percentuale sui fatturati.

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