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Video: Rimini propone modifica all'art 380: 'O si cambia la legge o perdiamo con gli abusivi'

Attualità Rimini | 14:41 - 29 Luglio 2014

Contro l'abusivismo commerciale una sola strada possibile: la modifica dell'art.380 del codice di procedura Penale. E' la proposta di cui l'Amministrazione Comunale di Rimini chiede l'approvazione al parlamento, attraverso l'impegno dei deputati della città. La legge stabilisce il rifiuto del permesso di soggiorno a chi è stato sorpreso a vendere merce contraffatta, compiendo quindi il reato di violazione del diritto d'autore. Ciò avviene però solo in caso di sentenza definitiva. La proposta dell'Amministrazione Comunale di Rimini è quello di farlo anche in assenza di essa, tenuto conto dei tempi biblici della giustizia italiana.

La lotta contro l'abusivismo commerciale, specie sulle spiagge, prosegue senza sosta. Domenica mattina il Prefetto di Rimini Claudio Palomba è sceso in spiaggia per verificare la situazione. I bagnini si attrezzano: attraverso il programma di messaggistica per cellulari, "WhatsApp", fanno giungere tempestive segnalazioni alla Polizia sulla presenza di venditori abusivi. Per combattere il fenomeno, il Comune ha investito 200.000 euro per la costituzione del nucleo antiabusivismo della Municipale, con l'assunzione di 20 agenti stagionali, turni raddoppiati di 9 ore, dalle 8 alle 17, dalle 14 alle 23. Dal 26 maggio di quest'anno, sono stati eseguiti 287 sequestri amministrativi e 106 penali di merce contraffatta; 12 i venditori abusivi denunciati, 94 le denunce contro ignoti. La Polizia Municipale si è attivata anche per colpire la filiera, chi rifornisce i venditori: in due attività commerciali sequestrati quasi 50.000 pezzi di merce, con erogazione di sanzioni per quasi 30.000 euro. Intensa anche l'attività diretta a individuare i depositi e gli alloggi dei venditori: più di 50 appartamenti della città controllati, sequestrati inoltre due veicoli che fungevano da deposito. 

Una battaglia difficile, condotta contro un numero elevato di venditori abusivi: almeno 500 secondo l'Amministrazione Comunale di Rimini. Venditori smaliziati, che si attrezzano con ogni espediente e che ben conoscono la legge. Loghi e marchi vengono infatti aggiunti all'ultimo momento sulla merce: nel caso in cui il controllo delle forze dell'ordine sia preventivo, la merce risulta essere senza i marchi contraffatti. Difficile percorrere anche la strada dell'ordinanza anti-borsoni studiata dall'Amministrazione Comunale di Venezia nel 2008. Non basta girare per le vie di una città con un borsone con merce al proprio interno, per essere fermati e multati, se non si prova la vendita. Su questo presupposto il Tar ha dato ragione all'Associazione dei venditori ambulanti immigrati, che proposero ricorso contro l'ordinanza. Anche colpire la domanda risulta difficile. Il cliente può essere multato solo se acquista merce contraffatta, non se acquista da un venditore abusivo. Per questo serve una nuova strategia: a Rimini si propone allora di intervenire sul rilascio del permesso di soggiorno. La palla passa ora ai parlamentari. 

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I vostri Commenti

Wilson - 29 luglio 2014 - 19:42 - Leggi Tutto

Bisogna chiudere i meganegozi dei cinesi, tutti gli abusivi si riforniscono da loro... Via Italia ne è piena e non solo...

paolo1 - 29 luglio 2014 - 19:02 - Leggi Tutto

non date il visto d'ingresso in Italia a chi non ha mezzi per sostenersi, come fanno in tutti i paesi avanzati (Australia, ecc)
Una volta che sono qua ce li dobbiamo tenere per sempre. C' è sempre un magistrato, un cavillo......

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