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Crisi nera dell'edilizia a Rimini, quattro lavoratori su 10 hanno perso il lavoro

Attualità Rimini | 18:22 - 05 Giugno 2014 Crisi nera dell'edilizia a Rimini, quattro lavoratori su 10 hanno perso il lavoro

Non migliora, nel Riminese, il quadro per il settore delle costruzioni. E' quanto emerge dall'Assemblea dell'Ance provinciale secondo cui dopo anni difficili "il punto di non ritorno è sempre più vicino". Dal primo trimestre del 2008 al primo trimestre del 2014, spiega una nota dell'associazione dei costruttori riminesi, le imprese sono calate del 40%, i lavoratori del 41%, le ore lavorate del 51% e i salari del 42%. Guardando alla fine del 2013 nel territorio di Rimini le imprese attive iscritte alla cassa mutua edile sono passate da 788 del 2008 a 528 dello scorso anno, gli operai attivi dai 4.572 del 2008 ai 2.922 del 2013 mentre le ore lavorate hanno registrato un calo rispetto al 2008 del 42%, e il monte salari del 32%. Nel corso del 2013 le gare di appalto aggiudicate in provincia di Rimini sono state 142 per circa 42 milioni di euro complessivi, di queste 50, per 28 milioni di euro, riguardano opere edili, mentre 92, per 14 milioni, riguardano opere infrastrutturali. Le imprese riminesi, nonostante la crescita degli appalti in provincia, hanno fatto registrare un calo della quota percentuale dei lavori acquisiti pari a 18% del totale provinciale (era 29% nel 2012); anche le imprese extraregionali diminuiscono la loro presenza con il 19% (47% nel 2012) mentre sono aumentate le imprese di altre province dell'Emilia-Romagna la cui quota raggiunge il 62% (23% nel 2012). Il ribasso medio degli affidamenti è stato del 15,5% (nel 2012 15,7%).

"Noi - si legge in una nota dell'Ance riminese - siamo pronti ad intervenire sulla rigenerazione urbana. Per effettuare però tali iniziative è necessario avere gli strumenti urbanistici che permettano di intervenire sull'esistente creando una legislazione e delle premialità tali che consentano interventi che coinvolgono una platea di proprietari di immobili molto varia e frammentata, tipica delle nostre città". Rimini, osserva ancora l'Ance provinciale, "pur avendo adottato il Psc ormai tre anni fa, non l'ha ancora approvato e tutto questo complica qualsiasi opportunità di operare concretamente sull'esistente. Su questo ci confortano, in parte, le parole del sindaco, Andrea Gnassi, che pone il limite della fine del 2014 per l'approvazione del Psc: attendiamo ora con fiducia che questo impegno si concretizzi". inoltre, vine sottolineato, "l'edilizia e l'industria delle costruzioni sono state messe alle corde da una mancanza rilevante e progressiva di investimenti privati, ma soprattutto pubblici, da un eccesso di tassazione sulla casa, dalla mancanza di concessione di credito, da una burocratizzazione che ingessa anche le poche iniziative che imprenditori coraggiosi volessero ancora intraprendere". Infine, guardando in particolare alle opere pubbliche, "se non ci sarà un reale cambiamento da parte di tutte le Pubbliche amministrazioni a livello nazionale regionale e locale, questo comparto rischia realmente l'estinzione". Per questo, chiosa la nota, "è necessario non perdere più tempo e passare dalle parole ai fatti concreti".

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