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Santarcangelo: il commissario alza le tasse, le forze economiche non ci stanno

Attualità Santarcangelo di Romagna | 13:57 - 10 Aprile 2014 Santarcangelo: il commissario alza le tasse, le forze economiche non ci stanno

Lo schema di bilancio 2014 varato dal Commissario Straordinario Di Nuzzo sta provocando grandi polemiche in città. "Un 2014 di lacrime e sangue", aveva dichiarato  il Commissario in sede di presentazione di bilancio, annunciando un aumento fiscale, a suo modo di vedere doveroso per mantenere i conti dell'ente a posto e per continuare a garantire i servizi alla cittadinanza. A livello politico sale la tensione, con il Pd che attacca il candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, Berlati, l'ex Democratico che ha provocato la caduta dell'ex Sindaco Morri e quindi il commissariamento (con conseguente aumento di tasse per i cittadini santarcangiolesi). Cna, Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato attaccano apertamente Di Nuzzo, accusato di voler aumentare le tasse senza essersi confrontato con le forze economiche del territorio. Di seguito la nota stampa. 


Cna, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti del territorio di Santarcangelo di Romagna, in merito all'inasprimento della fiscalità locale voluto dal Commissario Dr. Di Nuzzo, non possono non esprimere il proprio vivo disappunto per delle misure che vanno ulteriormente a colpire e penalizzare il ceto medio produttivo ed il commercio, già ampiamente sofferenti stante il perdurare della crisi economica. Dette iniziative, sono inoltre in palese contrasto con le misure che nell'ultimo periodo il  Governo italiano sta tentando di mettere in atto per restituire un minimo di ossigeno alle imprese, dimostrando ancora una volta che quanto viene concesso da una parte viene poi tolto dall'altra.


E' doveroso inoltro segnalare come tutte le ultime iniziative poste in campo dal Commissario Dr. Di Nuzzo, sono state prese non solo senza alcuna concertazione con le forze economiche, ma senza neppure informare le stesse delle misure che sarebbero state poste a carico delle imprese stesse, dimostrando una chiara volontà di non volersi nemmeno porre su di un piano di confronto su temi estremamente difficili e delicati.

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