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Calcio, l'esultanza sul goal di Aya simbolo del momento no del Rimini

Sport Rimini | 11:08 - 01 Aprile 2014 Calcio, l'esultanza sul goal di Aya simbolo del momento no del Rimini

Novantaduesimo minuto della gara tra Delta Porto Tolle e Rimini. Locali in vantaggio 1-0: sugli sviluppi di un corner Marco Brighi controlla palla nei pressi del limite dell'area. Tutto solo serve Cesca che spara in mezzo il pallone della disperazione: i locali sbagliano il fuorigioco, Melucci è solo contro 5 giocatori del Rimini, Aya trova il piattone vincente e batte Cano per l'1-1. Qui scatta incontenibile la gioia dei giocatori biancorossi, ma non dei tifosi. E' Emanuele Pironi, fedelissimo dei Distinti e opinionista televisivo,  a spiegare il perchè, manifestando il pensiero dei supporter biancorossi: "Invece di quell'esultanza prolungata, la squadra doveva pensare a cercare il secondo goal in quegli ultimi minuti di gioco". La gioia esplosa sulla rete di Aya diventa il simbolo del momento no del Rimini. Da una parte la squadra, che considera prezioso il punto di Porto Tolle in chiave playout. Un punto che è un cucchiaio di sciroppo in un momento di "malattia" della squadra e della classifica. Dall'altra i tifosi, che al contrario si aspettano ben altra reazione alla crisi e che mal digeriscono un ciclo di 7 partite senza vittorie, un ruolino di 3 sole vittorie nelle ultime 19 gare. "Chi vuole salvarsi vince con il Castiglione già in serie D" , ricorda Pironi commentando la vittoria con i mantovani del Cuneo, rivale del Rimini nella corsa salvezza. La frattura è così evidente. Con le dimissioni di Biagio Amati e di Mauro Traini, nel mirino dei tifosi sono entrati i giocatori. I soli Scotti e Nicastro sono tra i "buoni". Alla maggior parte dei giocatori è contestato lo scarso impegno e nel calderone finiscono anche ragazzi cresciuti in casa che hanno sempre lottato, per la maglia a scacchi biancorossi, senza tirarsi indietro. La società in questo momento strizza l'occhio al tifoso: è pronta a punire Cesca per i gestacci rivolti ai supporter, dopo aver in qualche modo assecondato il volere della piazza con il ritorno di Osio e la messa alla porta di Traini. Ora però tocca a mister Osio. Dopo la svolta tattica, anche se il 5-3-2 di Porto Tolle richiede ritocchi, serve la rivoluzione in campo. Servono altre esclusioni, servono 11 giocatori  che in campo diano l'anima, come richiesto dai tifosi. Si trovano nel Rimini attuale 12-14 giocatori che divorino l'erba del campo per conquistare la salvezza ? Se la risposta è no, allora il punto di Porto Tolle è oro colato. Come la classifica attuale: perchè una squadra senza anima merita la serie D, senza passare dal via. 


Foto Donzelli\Il Resto del Carlino
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