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Metalmeccanico, a Rimini + 400.000 ore di cassa integrazione, -7% di imprese attive

Attualità Rimini | 12:29 - 30 Marzo 2014 Metalmeccanico, a Rimini + 400.000 ore di cassa integrazione, -7% di imprese attive

Massiccio utilizzo di ammortizzatori nella provincia di Rimini per quanto riguarda il settore metalmeccanico. I dati arrivano dalla Fim Cisl Romagna che sta facendo il punto in vista dell’Assemblea nazionale della categoria che si terrà l’8 aprile a Reggio Emilia e a cui parteciperà anche il segretario generale confederale Raffaele Bonanni.



Per quanto riguarda il territorio della provincia di Rimini, i numeri parlano chiaro. Nel 2013 (fonte Inps) sono state autorizzate 127.913 ore per la cassa integrazione ordinaria, 1.318.298 per quella straordinaria e 1.066.261 per quella in deroga. Un totale di 2.512.472 ore, in costante aumento rispetto al 2012 (in cui si registravano 2.129.384 ore totali) e al 2011 (2.078.970 ore totali), dopo il picco del 2010 (3.530.480 ore totali).



Da segnalare il più che raddoppio delle ore di cassa integrazione in deroga dal 2012 al 2013, quando si è passati dalle 487.889 ore autorizzate alle già citate 1.066.261 ore. "La cassa in deroga è in costante aumento, e questo è un campanello d’allarme sulla possibilità in futuro di poter usufruire ancora per molto tempo degli ammortizzatori sociali – commenta il segretario generale Fim Cisl Romagna Davide Tagliaferri –. Ma nella provincia di Rimini si fa anche un massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria perché abbiamo aziende con caratteristiche industriali in senso stretto e anche le più piccole applicano contratti industriali".

La crisi ha colpito duramente il settore metalmeccanico, anche se la provincia di Rimini è quella che, in Romagna, ha registrato la minore varianza negativa riguardo il numero di imprese: -7%, contro il 14% di Forlì-Cesena e il 12% di Ravenna. Dal 2008 a oggi nel Riminese sono sparite 85 imprese corrispondenti, come si diceva, al 7% del totale (fonte Smail). Il settore in generale ha perso oltre 1.500 addetti, il 22% del totale, una percentuale che è invece maggiore di quelle registrate a Forlì-Cesena (17%) e Ravenna (11%).

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