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Rimini. Gioco d'azzardo. Meno entrate fiscali, pagheranno i comuni? Vitali dice "Vergogna!"

Attualità Rimini | 11:20 - 19 Dicembre 2013 Rimini. Gioco d'azzardo. Meno entrate fiscali, pagheranno i comuni? Vitali dice "Vergogna!"

Combattere il gioco d'azzardo è sempre più costoso per le amministrazioni pubbliche. In una nota stampa il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali, punta il dito contro un emenamento approvato dal Senato ieri. "Se Regioni e Comuni" dice Vitali "adotteranno interventi contro il gioco d'azzardo (come le famigerate slot machine) con conseguente minor gettito fiscale destinato alle casse dello Stato, a mettere la differenza saranno gli stessi enti locali, sotto forma di minori trasferimenti di denaro da Roma." A Rimini ci sono quasi 600 locali con slot machine e 5000 sono i giocatori "seriali". 

Di seguito la dichiarazione del Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali:

“Secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali, ieri al Senato è stato approvato un emendamento che può essere così sintetizzato: se Regioni e Comuni, nell'ambito delle loro competenze, adotteranno interventi contro il gioco d'azzardo (come le famigerate slot machine) con conseguente minor gettito fiscale destinato alle casse dello Stato, a mettere la differenza saranno gli stessi enti locali, sotto forma di minori trasferimenti di denaro da Roma. Dunque, le amministrazioni locali che assumono provvedimenti (o urbanistici o regolamentari) per contrastare la piaga del gioco d’azzardo verranno punite con un taglio delle risorse dovute a loro dal Governo. Credo che un abominio del genere si sia visto poche volte nella storia della Repubblica: in buona sostanza viene privilegiato per ‘ragion di Stato’ (leggi entrate all’erario) il business piuttosto che le legittime preoccupazioni delle istituzioni e delle comunità sul territorio rispetto alla prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo. Nella provincia di Rimini sono quasi 600 i locali che ospitano slot machine o comunque attività legate al gioco d’azzardo; la cifra di gioco pro capite all’anno è di 1.834 euro. Secondo alcune ricerche, sono almeno 5.000 i giocatori ‘problematici’ sul nostro territorio mentre in Italia viene calcolata in una forbice tra il 4 e l’8 la percentuale di adolescenti a rischio dipendenza. Negli ultimi due anni diverse amministrazioni riminesi, penso a Santarcangelo e a Rimini, hanno sottoscritto il ‘manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo’ che li impegna a mettere in atto iniziative ‘finalizzate alla promozione di interventi educativi e d’informazione, culturali, formativi e regolativi per la prevenzione dalla dipendenza del gioco d’azzardo’. Sulla scorta di questo, Santarcangelo e Rimini si sono già spese, ad esempio, per prevedere limiti stringenti alla presenza di attività con slot machine, video lottery e simili macchinari in prossimità di scuole, ospedali e altri luoghi sensibili della città. Adesso cosa accadrà? Se l’emendamento approvato al Senato diventasse legge con il passaggio alla Camera, un’attività potrebbe dimostrare che dal suo ‘allontanamento’ urbanistico nei pressi di una scuola scaturirebbe minor incasso, con il Comune costretto a ‘rifondere il danno’ attraverso un taglio equivalente dei trasferimenti statali! Uno scenario esagerato? Può essere, lo spero. Ma nel frattempo sulla carta l’ipotesi sta in piedi e soprattutto il segnale che viene è educativamente devastante. Vergogna”.

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