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Calcio, Lega Pro: Ulizio spara a zero su alcuni giocatori. E' confusione Bellaria

Sport Bellaria Igea Marina | 13:54 - 09 Dicembre 2013 Calcio, Lega Pro: Ulizio spara a zero su alcuni giocatori. E' confusione Bellaria

Bellaria sotto shock dopo la pesante sconfitta casalinga per 5-1 con l'Alessandria di Luca D'Angelo. I numeri anzitutto: gli adriatici sono terzultimi in classifica con 11 punti e i playout sono lontani 8 lunghezze. Nelle ultime tre partite tre sconfitte di fila; 10 reti subite nelle ultime tre gare giocate al Nanni. 29 reti subite complessivamente, seconda peggior difesa del girone. Il calendario di fine 2013 è tutt'altro che incoraggiante: trasferta sul campo del Cuneo, squadra solida e con un attacco esperto; la Spal, con il Santarcangelo e il Bassano la formazione più in forma del girone A. 


Le note positive in casa Bellaria rispondono ai nomi di Fioretti e Perini. L'attaccante ha segnato 6 reti, tutte non banali; il centrocampista ex Carpi è uno dei pochi giocatori di esperienza della rosa e fa sentire la sua presenza a centrocampo. Qualche lampo anche da Izzillo, ora finito ai margini, bene anche Kyeremateng: segna poco, ma lavora proficuamente per la squadra e la sua assenza, per infortunio, si è fatta sentire nelle ultime partite. Il dg Ulizio, dopo aver spinto per l'esonero di Pepe, ha ora individuato i colpevoli della classifica del Bellaria: il portiere Caroppo, i difensori Capogrosso, Jefferson e Masullo, il centrocampista Arzamendia. Ulizio ha dato loro un ultimatum: una settimana per dimostrare il loro valore, altrimenti a gennaio saranno ai saluti. Dei cinque "capri espiatori" i peggiori sono stati Capogrosso e Masullo: il primo ha mostrato notevoli limiti in fase difensiva, ma è stato anche rallentato da un problema fisico; il secondo non ha brillato contro Real Vicenza ed Alessandria, ma è stato re-inserito in rosa da poco tempo. Ancor più ingenerose, a nostro modo di vedere, le critiche agli altri tre. Caroppo ha giocato male contro l'Alessandria, ma finora era stato protagonista di un campionato brillante. Jefferson, a 23 anni, si è preso sulle spalle la giovane difesa adriatica, mentre Arzamendia ha solo 19 anni e ha mostrato notevoli doti balistiche. L'ex Verona non ha reso oltre le aspettative, ma in tutta onestà, andrebbero evidenziate anche le responsabilità dei tecnici. Troppo spesso lo schema del Bellaria in campionato è stato "lancio lungo" e "tiro da fuori area"; la squadra si è così adattata. La patata bollente passa ora nella mani di Agostino Iacobelli, uno abituato a lottare sia da calciatore che da allenatore. La salvezza passa dalle sue intuizioni, ancor prima che dalle rivoluzioni di gennaio. 

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