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Aeroporto Rimini: Pm, bancarotta fraudolenza. Ascoltato mercoledì pomeriggio ex membro Cda

Attualità Rimini | 20:05 - 27 Novembre 2013 Aeroporto Rimini: Pm, bancarotta fraudolenza. Ascoltato mercoledì pomeriggio ex membro Cda

Continuano gli interrogatori nell'ambito dell'inchiesta Aeradria condotta dal pm Gemma Gualdi e affidata al nucleo di polizia tributaria della Gdf di Rimini. Ascoltato nel pomeriggio in Procura Giovanni Conti, membro del vecchio cda di Aeradria, nominato per lo Stato di San Marino socio di minoranza. A Conti, assistito dall'avvocato Alessandro Catrani, la Procura ha contestato la bancarotta fraudolenta visto l'avvenuto fallimento di Aeradria, il ricorso abusivo al credito e falso in bilancio in concorso con gli altri membri del cda oltre ai vertici, presidente e vice presidenti. Conti, che in un primo interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha chiarito di aver preso parte solo alle riunioni del cda e non dell'assemblea e che dal 2010 al 2013 ha sostanzialmente votato quello che gli amministratori Aeradria sottoponevano. Votazioni sempre all'unanimità. Il pm ha chiesto chiarimenti anche circa un conto da un milione di euro acceso direttamente dal presidente Aeradria, Massimo Masini, presso l'Asset Banca di San Marino. Vicenda che sul Titano era stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare. Conti infine ha fatto presente alla magistratura che tutto quello che San Marino doveva come socio a Aeradria è stato versato e che una delibera del governo sammarinese definisce il suo comportamento come irreprensibile. Nell'ambito dell'indagine, che si sta facendo via via più corposa e che vede indagati gli amministratori Aeradria, oltre a sindaco di Rimini e presidente della Provincia, sono stati ascoltati finora decine di testimoni, persone informate sui fatti. 


Lunedì è stato ricevuto in Procura dal sostituto Gualdi il direttore generale Enac perché al vaglio degli inquirenti ci sarebbe almeno una consulenza, pagata da Aeradria, su cui bisogna vederci chiaro. Ascoltati nelle scorse settimane anche diversi consulenti finanziari della società, alcuni figurerebbero nel registro degli indagati, che tenevano i rapporti con le banche e che hanno collaborato nella richiesta delle somme poi rimaste insolute. Somme chieste con le famose lettere di "patronage" a firma degli amministratori pubblici riminesi e non solo e sulla base delle quali Aeradria aveva avuto dei finanziamenti. Al vaglio della magistratura anche un pagamento "in costanza di concordato", ossia quando la società era ancora in attesta che il Tribunale decidesse sul concordato, di circa 250 mila euro partito da Aeradria su una banca riminese. Per questo motivo sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati il vice direttore dell'istituto di credito riminese. "La sentenza del Tribunale fallimentare dice che non si poteva dar corso al concordato perché è venuto meno l'obbligo di informazioni ai creditori": così il procuratore capo Paolo Giovagnoli circa la sentenza con la quale il Tribunale ha mandato fallita Aeradria, la società che gestiva fino a ieri l'aeroporto Federico Fellini. Proprio Giovagnoli il 21 novembre, durante l'ultima udienza sul concordato Aeradria, aveva messo in evidenza come i dati presentati dalla società per la Procura erano da ritenersi falsi e quindi ne aveva chiesto nuovamente il fallimento.

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I vostri Commenti

corrado38 - 28 novembre 2013 - 14:22 - Leggi Tutto

Questo è un fallimento non solo della società Aeradria ma di tutta la classe politica Riminese che ha portato avanti grandi progetti fatti solo di debiti.
Possibile che i cittadini di Rimini non si rendano conto di quanto male è stata amministrata questa città negli ultimi 20 anni?? Bisogna far...

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