Sabato 17 Aprile08:26:34
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Legge stabilità: Balneari, 'svendita spiagge' dibattito surreale

Attualità Nazionale | 21:23 - 14 Novembre 2013 Legge stabilità: Balneari, 'svendita spiagge' dibattito surreale

"Nessuno propone, o ha proposto, la vendita di tratti di spiaggia ma esclusivamente di tutto ciò che, per i cambiamenti orografici della costa o per le trasformazioni edilizie legittime intervenute nel tempo, hanno ormai perso l'originale caratteristica" e "in quanto non più utilizzabili per i pubblici usi del mare". Lo affermano, in una nota congiunta, le Associazioni di categoria, in rappresentanza di 30.000 imprese balneari italiane: Sib - Fipe/Confcommercio, Fiba - Confesercenti, Cna - Balneatori, Assobalneari Italia - Confindustria e OASI - Confartigianato. A ciò si aggiunga che, per evitare qualsiasi sanatoria di eventuali abusi, proseguono i balneari, tutte le proposte emendative hanno escluso che la vendita possa riguardare "le superfici coperte realizzate in assenza di titoli autorizzatori validi o in presenza di abusi edilizi" e che la stessa, inoltre, debba avvenire non a prezzo di favore ma "sulla base delle valutazioni correnti di mercato". "Pur cui, un semplice esame obiettivo, e non preconcetto, di questi emendamenti - affermano i balneari - avrebbe impedito il surreale dibattito sulla "svendita delle spiagge" da nessuno avanzata e, meno che mai, dalle nostre organizzazioni. Si tratta, pertanto, di una specificazione e semplificazione del normale procedimento di sdemanializzazione disposto dall'articolo 35 del Codice della Navigazione del lontano 1942 pacificamente attuato dalla Pubblica Amministrazione e che ha permesso nel tempo di realizzare legittimamente parti delle nostre città costiere e di modificare una linea demaniale risalente, in molti casi, a quella definita nell'ormai remoto 1899". I balneari ricordano anche che, non più tardi di qualche settimana fa, il Comune di Rimini "è diventato, finalmente, proprietario di ben 140.000 mq. del suo lungomare a seguito, proprio, della "sclassificazione" di un tratto di quello che era un tempo "demanio marittimo". Il tutto senza scandali e senza che si sia intrapresa alcuna epica battaglia per la salvaguardia della "spiaggia" anzi manifestando grande soddisfazione e rammarico per il tanto tempo trascorso per fare ciò che la logica imponeva: sdemanializzare e cedere". Se invece di una discussione fantasiosa ci fosse stato una semplice lettura delle norme proposte qualcuno avrebbe dovuto spiegare che cosa c'è di " uso del mare" (che per il nostro Ordinamento giuridico costituisce il presupposto della demanialità marittima) nell'area sottostante un ristorante costruito alla fine dell'800 rispetto allo sdemanializzato lungomare adiacente.

< Articolo precedente Articolo successivo >