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Rimini Yacht: ricostruito tutto il modus operandi di Lolli e compagni. In manette due complici

Cronaca Rimini | 14:22 - 13 Novembre 2013 Rimini Yacht: ricostruito tutto il modus operandi di Lolli e compagni. In manette due complici

E' arrivata alle fasi finali l'indagine della Procura di Rimini sulla vicenda Rimini Yacht, che vede come principale protagonista il faccendiere latitante Giulio Lolli, imputato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa continuata, falsità ideologica commessa da privato e falsità in scrittura privata. I Carabinieri di Rimini hanno così dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di un 47enne sammarinese, amministratore unico della "Trade & Rent S.R.L." e della Rimini Yacht San Marino; di una 33enne polacca, diretta collaboratrice di Lolli presso la sede riminese della società. Nei confronti di quest'ultima sono stati disposti gli arresti domiciliari.


La "Trade & Rent S.R.L." è una società di servizi, per il noleggio e la compravendita di yacht e auto di lusso, di cui Fabbri è il presidente con potere di firma, mentre Lolli ne è socio al 50 %. E' una delle società di comodo che gli permettevano di ottenere finanziamenti da società di leasing e di mettere  mano su lussuose imbarcazioni che, di fatto appartenevano alle persone fisiche o giuridiche che si prestavano, dietro compenso, come utilizzatori finali, ma che in sostanza rimanevano nella disponibilità di Lolli. In questo modo l'imbarcazione poteva poi essere ceduta, tramite un'altra operazione di leasing, ad altri soggetti in buona fede. Rimini Yacht otteneva così il pagamento del corrispettivo su un'imbarcazione due o tre volte, a seconda del numero degli ignari acquirenti. 


L'illecito si fondava ovviamente su documenti falsi prodotti a regola d'arte. La 33enne polacca gestiva tutte le pratiche amministrative e le doppie, triple vendite, occupandosi anche di rispondere a tutti gli utilizzatori o proprietari del bene, nascondendo abilmente la truffa perpetrata. Le società di leasing italiane e sammarinesi coinvolte a vario titolo nella vicenda sono una decina e hanno avuto un ruolo nel finanziamento di 75 natanti. Di questi, 5 sono inesistenti. Ciò è stato reso possibile dal ruolo svolto dal 47enne sammarinese: le società di leasing finanziavano il bene, senza il controllo, fidandosi del 47enne e del suo verbale di presa in consegna di un natante in realtà inesistente. 


Nel complesso le indagini hanno portato al sequestro di tre conti correnti bancari italiani, di un pacchetto di titoli azionari, di un appartamento di lusso sito a Pennabilli, gioielli e orologi per 350.000 euro, automobili di lusso quali Bmw, Ferrari e Maserati. 

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