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Video. La Provincia di Rimini invecchia: nel 2030 un quarto dei residenti sarà over 65

Attualità Rimini | 16:04 - 08 Novembre 2013

Sono 70.836 (43,4% maschi e 56,6% femmine) i riminesi che superano i 65 anni al 1° gennaio del 2013, segnando un +2,1% rispetto all’anno precedente. Oltre i 75 anni sono invece 35.779, con un aumento del +2,5% rispetto al 2012 e 21.587 quelli oltre gli 80 anni, con un aumento del +1,7%. Le più anziane del territorio sono due donne di 105 anni, una di Santarcangelo e una di Rimini.
Ciò che emerge dall’ “XI° osservatorio provinciale della Popolazione Senior nella Provincia di Rimini”, è una provincia nella quale la presenza degli anziani è sempre più in aumento. Un aumento che porterà nel 2030 ad avere un quarto dei riminesi oltre i 65 anni. La Provincia di Rimini è comunque tra le più giovani in Regione, seconda, dietro a Reggio Emilia (20,1%), per percentuale di persone anziane residenti con un 21,1%.
“In un momento in cui le risorse economiche per il welfare sono ridotte ai minimi termini è chiaro che dobbiamo tenere in considerazione questo dato che è un dato importante” ha commentato l’assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Rimini. “Dobbiamo cercare in maniera molto oculata di cercare di gestire al meglio da una parte l’emergenza educativa, quindi il lavoro che bisogna fare con i giovani. Dall’altra parte questa popolazione anziana che aumenta e che richiede chiaramente di attività di iniziative, come i 27 centri sociali sul nostro territorio, che offrono l’opportunità di a migliaia e migliaia di anziani di uscire di casa, di incontrare gli amici, di fare attività, di essere vivi. E proprio per questo stanno bene in salute e arrivano in carico al servizio sanitario nazionale più tardi”.
Per quanto riguarda la presenza sul territorio provinciale il Comune che vede la maggiore percentuale di residenti persone con oltre 65 anni è Casteldelci (32, 3%), mentre quella con la percentuale più bassa è Monte Colombo (12, 5%). Per quanto riguarda le persone con oltre 75 anni e 80 anni, il Comune con maggiore percentuale di residenti è ancora Casteldelci (19,8% e 24,6%), mentre quelli con percentuale più bassa per gli over 75 sono Monte Colombo e San Clemente (entrambi 6,3%) e per gli over 80 San Clemente (3,7%). A Rimini gli over 65 rappresentano il 22,4% dei residenti nel Comune.
Dei  65enni il 98,6% vive in famiglia, mentre l’1,4% in convivenza. Il numero degli anziani in famiglia diminuisce con l’aumento dell’età e aumenta invece il numero di quelli che vivono in convivenza.  A Rimini sono oltre 46.000 gli anziani che vivono soli o in coppia con il coniuge anziano (65,6% dei senior totali), per il 58,6% in coppia e per il 41,4% da single. Le persone con una rete familiare, almeno un figlio residente nel territorio provinciale, sono oltre 32.500 (70%). Circa 14.000 (30%) sono gli anziani soli o in coppia senza figli o senza figli residenti nel territorio provinciale. Degli anziani che vivono soli, il 73,5% sono donne con età media di 79,9 anni, il 26, 5% uomini con età media 76,9 anni.
Nel contesto italiano la famiglia rimane ancora il principale ammortizzatore sociale ed il sostegno fra generazioni rappresenta una risorsa fondamentale per gli individui lungo tutto il corso della vita. Diventa perciò interessante considerare la residenza, separata, ma con legami tra genitori e figli. Fondamentale in questo senso è la prossimità geografica: a questa è fortemente correlata anche l’intensità dei rapporti. Nella provincia di Rimini, vive in prossimità geografica il 70% degli anziani soli. Il 30% dei senior che vivono soli o in coppia con il coniuge anziano non ha figli o se ne ha non vivono sul territorio provinciale. Di questi il 64,3% sono persone single e le restanti 35,7% vivono in famiglia con il coniuge. In questo contesto e in base alle proiezioni, risulta fondamentale il lavoro svolto dai servizi e dal volontariato.
“Un tessuto importante” ha sottolineato Galasso, “però siamo anche in momento di crisi economica molto importante. Noi siamo molto attaccati al nostro territorio, ma il bisogno del lavoro porta a presupporre che molti andranno via a cercare il lavoro fuori. Andando fuori ovviamente il rischio di lasciare la popolazione anziana, che ricordiamo è in aumento, sola è un problema molto grosso, perché chiaramente più l’anziano è solo, meno ha una rete di aiuto, più questa rete va in qualche modo ricostruita o aiutata da servizi o dal volontariato”. Una attività importante viene svolto anche dai 27 centri sociali presenti sul territorio provinciale. “Quando incontrano gli amici e giocano a carte, vuol dire che usano la memoria; quando ballano, vuol dire che fanno attività fisica; quando fanno gite o presentazioni di libri, vuol dire che tengono vivo l’aspetto culturale. Non dobbiamo assolutamente prendere sotto gamba questo tipo di attività perché il fatto di essere vivi, avere degli amici, ci porta a star bene e in salute, e a vivere anche sicuramente più a lungo” ha concluso Galasso.

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