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Governo: le spiagge ai privati. No da Provincia e Regione, balneari: 'Interessante'

Attualità Lido San Giuliano | 10:10 - 28 Settembre 2013 Governo: le spiagge ai privati. No da Provincia e Regione, balneari: 'Interessante'

Le categorie dei balneari chiedono al governo di trovare "soluzioni condivise" ai problemi delle spiagge italiane dopo il tavolo convocato a Roma dal sottosegretario Pier Paolo Baretta con associazioni, agenzia del Demanio e Anci. Il governo ha promesso a breve una proposta di riforma complessiva del sistema, dal problema delle concessioni ai maxi canoni pertinenziali, attraverso una sdemanializzazione delle aree balneari dove operano gli stabilimenti.

Sib-Fipe/Confcommercio, Fiba/Confesercenti, Cna/Balneatori e Assobalneari Italia/Confindustria fanno sapere di ritenere l'ipotesi "interessante e certamente da approfondire, condizionando il giudizio alla certezza della proposta che riguarda la possibilita' di attuare un'opzione certa a favore degli attuali concessionari, e che tutto il sistema, notoriamente diversificato sul territorio nazionale, possa esservi compreso".

Un altro elemento "fondamentale" per le associazioni e' "che sia previsto un periodo transitorio sufficientemente lungo e tale da consentire, da una parte l'effettuazione della complicata operazione tecnico-giuridica, dall'altra, essendo necessari investimenti, possa consentire alle imprese di reperire tali risorse".

Nel corso dell'incontro si e' trattato anche delle circa 150 aziende che hanno visto incrementare il canone di concessione per oltre il 1.500%, "canone insostenibile e tale da condannarle al fallimento: abbiamo tutti condiviso la necessita' di trovare la migliore e piu' rapida soluzione, sia per quanto riguarda i canoni pregressi che quelli futuri", sottolineano le categorie.

Intanto a Rimini il presidente della Provincia, Stefano Vitali, dice di essere d'accordo con l'assessore regionale  Maurizio Melucci: "Mi trovo d'accordo con l'assessore Melucci rispetto alla proposta illustrata dal sottosegretario Baretta di 'sdemanializzazione della spiaggia' con opzione di vendita ai concessionari. E' vero quel che afferma l'amico Maurizio: una roba del genere non ha un verso. E non ce l'ha per diversi motivi: giuridici (un siffatto, maldestro 'saldo di fine stagione' non evita le aste), civici (le spiagge devono restare pubbliche), economici (privatizzare la spiaggia non stimolerebbe piu' alcun investimento). Piu' in generale trovo esilarante- nota Vitali su Facebook- che nell'arco degli ultimi 24 mesi il governo italiano abbia cambiato almeno quattro volte le sue intenzioni sull'argomento, presentando soluzioni l'una diametralmente opposta all'altra. Come dire: poche idee ma confuse. E, opinione personale, in quest'ultimo caso sbagliate".

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