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Turismo: ad agosto crescono gli arrivi in Provincia di Rimini, calano le presenze

Turismo Rimini | 13:22 - 25 Settembre 2013 Turismo: ad agosto crescono gli arrivi in Provincia di Rimini, calano le presenze

Crescono gli arrivi di 3,9 punti percentuali, calano le presenze di 0,3 punti percentuali. Un bicchiere mezzo pieno o un bicchiere mezzo vuoto, a seconda dei punti di vista: è quanto emerge dai dati provvisori dell'Ufficio Statistica della Provincia di Rimini, relativamente al turismo in Provincia di Rimini nel mese di agosto 2013, messo a confronto con il 2012. 


E' la componente straniera a salvare la stagione turistica nel territorio: gli arrivi crescono del 9 %, le presenze del 4,6 %. Considerando il periodo gennaio-agosto 2013, gli arrivi registrano un + 4,2 %, le presenze un +0,9 %. Come già evidenziato dagli analisti, spicca il boom del turismo russo (+19,4 % di arrivi e +12,8 % di presenze) e la rinascita di quello tedesco ( + 5,4 % di arrivi e + 4,9 % di presenze). In contrazione inaspettata quello olandese, che segna un -11,4 % nelle presenze. 


Situazione negativa sul fronte del mercato interno. Ad agosto crescono gli arrivi di 2,8 punti percentuali, ma calano le presenze di 1,4 punti percentuali. Situazione drammatica considerando i primi otto mesi dell'anno. Il calo negli arrivi rispecchia il - 2,8 % di agosto, le presenze crollano di 4,1 punti percentuali. 


L'approfondimento porta a conclusioni elementari. In Provincia arrivano più turisti, ma la permanenza si restringe. L'Assessore al Turismo della Provincia di Rimini Fabio Galli vede  il bicchiere mezzo pieno. La crescita del flusso di turisti evidenzierebbe infatti una crescita dell'appeal del territorio riminese. Il problema deriva dal calo degli incassi e dei fatturati. E' chiaro che, come evidenziano recenti ricerche, gli albergatori siano costretti ad abbassare i prezzi per far fronte ad un possibile calo della domanda turistica sul territorio della Provincia. Una soluzione per tamponare l'emergenza, ma servono interventi strutturali: "Cambi la politica industriale nel Paese" - ammonisce Galli - "altrimenti le prossime stagioni saranno ancora più complicate". 

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