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La Provincia si arrende: niente trasferimento dell'Einaudi

Scuola Rimini | 16:10 - 24 Aprile 2013 La Provincia si arrende: niente trasferimento dell'Einaudi

L'Einaudi vince la sua battalgia sul trasferimento. Martedì 23 aprile il Consiglio Provinciale ha formalizzato la decisione di non procedere con la proposta di trasferimento dell'istituto al centro studi Colonnella. Dopo le accuse e le numerose iniziative di mobilitazione, docenti e studenti dell'Einaudi disseppelliscono l'ascia di guerra, prendendo atto del comportamento corretto dell'Assessore Soldati, che aveva subito teso la mano dopo le prime proteste. 


Di seguito la lettera di ringraziamenti alle Istituzioni Provinciali del collegio dei Docenti dell'Einaudi. 


Ci aspettavamo delle risposte. Le abbiamo ottenute.


“Lo sfratto no”, “grazie assessore” per averci rassicurato personalmente che non avremmo lasciato la sede di Viserba, ancor prima della seduta del Consiglio. L’urlo liberatorio e l’applauso hanno sancito la fine di una tensione. Le istituzioni si sono avvicinate ai cittadini e il gesto è stato apprezzato.  Gli amministratori della provincia, finalmente ben informati, si sono resi conto della realtà particolare dell’Istituto ed hanno preso la soluzione migliore possibile: l’Einaudi resterà nella sua sede unica a Viserba.


La notizia è stata accolta con un grande boato di gioia ma l’assessore ha aggiunto che bisognerà trovare una soluzione per il liceo linguistico. E proprio in merito a questo, l’istituto Einaudi vuole precisare che anche nei momenti più critici non ha mai messo in dubbio le difficoltà che il liceo deve sostenere nella sede di via del Pino e il suo  diritto a rivendicare una sede adeguata. Siamo convinti che anche per loro l’assessore Soldati saprà trovare le giuste risposte. 


La nostra è stata una lotta a cui abbiamo aderito  e partecipato tutti indistintamente perché sentivamo che era la cosa giusta da fare, sostenuti dalla consapevolezza di lottare anche per i diritti dei più deboli. Ci siamo sempre ritenuti una grande famiglia e anche se nel tempo i componenti sono diminuiti,  non sono mai venuti meno gli obiettivi e le finalità di questa scuola in cui molti insegnanti hanno creduto al punto da ritornare sulle “barricate” con noi, nonostante trasferimenti e pensionamenti.

 
Pensiamo che la nostra sia stata una manifestazione civile e che sia stato un esempio di democrazia partecipativa a cui hanno contribuito tutti gli alunni in modo corretto, maturo e responsabile e di questo noi docenti siamo orgogliosi. I nostri alunni hanno capito cosa significhi far parte di un gruppo, di un progetto e questa è sicuramente la più bella lezione di vita che speriamo sappiano poi mettere in pratica nel loro futuro di cittadini. Questo percorso ci ha portato ad avere fiducia gli uni negli altri e ci ha mostrato che non esistono strade tracciate ma strade costruite assieme con pazienza e perseveranza.


Oggi ci sentiamo più leggeri ma, come è doveroso per ogni cittadino, rimarremo vigili e attenti sul lavoro dei nostri amministratori pure quando i “riflettori” sulla nostra scuola saranno spenti.  


Il collegio dei docenti dell’Einaudi

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