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Donna sfigurata con acido: ricerche a tutto campo complici

Cronaca Pesaro | 22:17 - 18 Aprile 2013 Donna sfigurata con acido: ricerche a tutto campo complici

Sono serrate, e a quanto pare di capire ben indirizzate, le ricerche da parte dei carabinieri di Pesaro dei presunti complici di Luca Varani, il 35enne avvocato considerato il mandante del crudele agguato alla sua ex, coetanea e collega, Lucia Annibali, sfigurata con dell'acido da una persona incappucciata che si trovava nell'appartamento della donna quando questa è rientrata in casa. La notizia di due albanesi coindagati con il professionista come esecutori materiali dell'aggressione non viene al momento confermata dagli investigatori. Ma l'impressione è che le idee su chi abbia aiutato Varani a mettere in atto il suo proposito siano piuttosto chiare, e che i sicari sarebbero persone legate all'uomo per via della sua professione. Domani, intanto, è stata fissata davanti al gip l'udienza di convalida del fermo di Varani. Dovrebbe essere presente anche il pm Monica Garulli, che chiederà tra l'altro una perizia per valutare il potenziale nocivo dell'acido e quindi una nuova, più grave ipotesi di reato: da lesioni volontarie gravissime a tentato omicidio. L'avvocato dell'indagato, Roberto Brunelli, non l'ha ancora incontrato perché il magistrato ha imposto il divieto di colloquio. La vittima, ricoverata in prognosi riservata nel Centro ustionati dell'Azienda ospedaliero universitaria di Parma, non é stata ancora operata agli occhi, ma sembra che abbia parzialmente recuperato la vista. Stamane, intanto, le è stato prelevato un lembo di pelle in vista di un autotrapianto di cute. "Lucia aveva paura, tanto che spesso si faceva venire a prendere quando si usciva insieme", racconta Roberto Biagiotti, amico di Lucia. Secondo Biagiotti, consigliere comunale di minoranza a Pesaro, la Annibali era spaventata dalla presenza assidua dell'ex, che, nonostante la loro relazione fosse finita e lui avesse una compagna da cui aspetta un figlio, "passava spesso in auto davanti casa di Lucia o vi sostava". Sulla vicenda è intervenuta oggi il ministro del Welfare, Elsa Fornero. "Ogni atto di violenza contro le donne da chiunque ed ovunque sia commesso è un crimine che impedisce il godimento dei diritti e delle libertà fondamentali dell'intera collettività: a tutti noi spetta il compito di intervenire". E "riflettere sull'arretratezza culturale di un certo mondo maschile che ancora ha una visione arcaica basata sul possesso in nessun modo più accettabile". Il Comitato per le Pari opportunità presso l'Ordine degli Avvocati di Ancona, oltre a esprimere solidarietà alla collega, sta valutando la possibilità di chiedere di essere ammesso come parte civile nel processo penale "che vede persona offesa la collega, trattandosi certamente di violenza di genere perpetuata nei confronti di un'avvocata".

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