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Riassetto Gaspari, lettera dei 30 lavoratori destinati al trasferimento

Attualità Morciano di Romagna | 17:59 - 18 Aprile 2013 Riassetto Gaspari, lettera dei 30 lavoratori destinati al trasferimento

L'azienda Gaspari puntualizza sull'utilizzo della parola crisi, parlando solamente di riassetto aziendale, in merito alla scelta di chiudere lo stabilimento riminese, trasferendo i lavoratori in quello bolognese. Nel pomeriggio di oggi i dipendenti della Gaspari hanno reso pubblica una lettera aperta ad istituzioni e cittadinanza. 


Cari Cittadini,


Innanzitutto ci presentiamo. Siamo le lavoratrici e i lavoratori delle Grafiche Gaspari di Morciano di Romagna, siamo oltre 30 fra donne e uomini , impiegati tecnici operai, che lavorano in questa azienda, che nel corrente anno spegne le 100 candeline della sua lunga storia.


Da giorni, esattamente dopo pasqua, ci siamo visti costretti alla protesta contro la decisione annunciataci dalla proprietà: “trasferire le lavorazioni della tipografia nella sede di Granarolo dell’Emilia (BO) “. L’annuncio ci è stato comunicato prima verbalmente, come sorpresa uscita dall’uovo, poi con lettera raccomandata ove si ufficializzava questa decisione.


Con questa nostra breve comunicazione vogliamo rendervi partecipi, non tanto delle nostre emotività, ma esternarvi quanto pesa sulle condizioni nostre e della nostra famiglia una tale decisione e quanto questo si riverserà anche sulle condizioni della nostra comunità, già duramente colpita dalla crisi, così come tutto il nostro paese.


La proprietà ci chiede di recarci tutte le mattine a fare una bella gita di 300 chilometri, quattro ore di viaggio e di disagi, alzarsi all’alba e rientrare a sera tarda. Nessuna preoccupazione delle ricadute sociali ed economiche, siamo stati liquidati da una comunicazione durata pochi minuti una piccola manciata di secondi. La proprietà, in modo intransigente e come detto dalla  Presidente “scelta irrevocabile” intende trasferirci. 


Anche alle Istituzioni, l’Azienda, per stessa voce, ha mantenuto la stessa intransigenza. Senza sentire ne ragioni ne confronto.


Le argomentazioni sulla necessità di trasferire la produzione sono state superficiali e fumose. Su sollecitazione delle Istituzioni, le Organizzazioni Sindacali hanno provato ad evidenziare possibili proposte alternative per riorganizzare l’Azienda e utilizzare gli strumenti riconosciuti dalle leggi, per abbassare i costi di produzione come risposta ad uno degli argomenti sollevati dalla Proprietà.

Nulla per la Signora Gaspari è possibile. 


Nei prossimi giorni si terrà l’incontro fra le parti, “i nostri rappresentanti e l’Azienda”. Confronto obbligatorio per legge. Auspichiamo che non sia solo la formalità prevista dalle regole ma che la Proprietà ripensi alla sua posizione e venga al confronto con lo spirito di trovare quelle possibili soluzioni alternative ad un trasferimento, che ha solo aria di beffa per obbligare le lavoratrici e i lavoratori ad entrare nella spirale della disoccupazione. 


Ci Auguriamo che l’Azienda non voglia davvero spegnere, nel centenario della sua storia, l’ultima candelina. 


Le Lavoratrici e i Lavoratori delle Grafiche Gaspari


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