Marted́ 09 Marzo01:25:22
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

4 fusioni approvate dalla Giunta Regionale, c'e' anche Poggio Berni-Torriana

Ambiente Emilia Romagna | 17:00 - 15 Aprile 2013 4 fusioni approvate dalla Giunta Regionale, c'e' anche Poggio Berni-Torriana

Quattro nuove fusioni tra comuni dell'Emilia-Romagna nel Ferrarese, Riminese, Parmense e Reggiano: la Giunta regionale ha approvato quattro progetti di legge relativi ad altrettante richieste di fusioni arrivate alla Regione da parte di alcuni consigli comunali che hanno deciso di attivare il processo di unificazione tra amministrazioni. Il primo progetto di legge riguarda i comuni di Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia, in provincia di Ferrara, intenzionati a dar vita a un Comune da quasi 12.000 abitanti; il secondo Sissa e Trecasali, in provincia di Parma, per un comune di 8.000 abitanti; Torriana e Poggio Berni, in provincia di Rimini, per un comune di 4.800 abitanti e Toano e Villaminozzo in provincia di Reggio Emilia per un comune di 8.500 abitanti. Le richieste di fusione - si legge in una nota - sono arrivate all'attenzione della Regione dopo un percorso di confronto sul territorio e il voto favorevole dei rispettivi consigli comunali. Per ogni territorio ora seguirà, nel prossimo autunno, prima il referendum consultivo poi il voto definitivo da parte dell'Assemblea legislativa regionale che potrà dare il via libera alla nascita dei nuovi Comuni più grandi. Per quanto riguarda gli altri processi di fusione avviati, lo scorso autunno è stata approvata definitivamente la fusione in provincia di Bologna tra Bazzano, Monteveglio, Savigno, Castello di Serravalle e Crespellano che il primo gennaio 2014 daranno quindi vita al nuovo Comune di Valsamoggia, mentre il prossimo 9 giugno si terrà il referendum consultivo tra i cittadini di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli in provincia di Forlì-Cesena. Tutti i comuni nati da fusione possono godere di finanziamenti straordinari statali e regionali per 15 anni, in base alla popolazione e all'estensione, e per due anni sono esentati dai vincoli del patto di stabilità. 

< Articolo precedente Articolo successivo >