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Rimini, centri estetici gestiti da cinesi sotto torchio: numerose le irregolarita'

Cronaca Rimini | 17:37 - 13 Aprile 2013 Rimini, centri estetici gestiti da cinesi sotto torchio: numerose le irregolarita'

E' nota ultimamente l'attenzione del comando provinciale dei carabinieri nei confronti degli esercizi che operano nel settore dei massaggi e dell’estetica gestite da cittadini cinesi. Da due anni a questa parte notevoli i risultati ottenuti dall'arma, quantificati in oltre 22 mila euro di sanzioni amministrative, tra irregolarità accertate sulle buste paga, omessa presenza nell’esercizio del direttore tecnico, mancata consegna di lettere di assunzione, mancata comunicazione al centro per l’impiego, due sospensioni temporanee di attività e altre due le proposte di chiusura avanzate in particolare dal N.A.S. di Bologna. Inoltre tre arresti vennero posti in essere per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e altri controlli permisero di scoprire un laboratorio clandestino nella zona di Coriano ove erano stipate 26 persone che lavoravano e dormivano in condizioni di semi-schiavitù.

Questi i risultati più eclatanti ottenuti nel recente passato dai Carabinieri di Rimini in collaborazione con i reparti speciali del N.I.L. e del N.A.S. che si sommano a quelli ottenuti oggi a seguito delle verifiche effettuate all’interno di due “centri massaggi orientali” sempre gestiti da persone di etnia cinese siti a Rimini in via Tripoli e via Flaminia. I militari hanno infatti adottato un provvedimento di sospensione dell’attività di uno dei due centri massaggi poiché il legale rappresentante non è riuscito a dimostrare la regolare assunzione di una delle dipendenti. Elevate sanzioni ammnistrative per 16.000 euro per violazioni di norme in materia di lavoro (mancata comunicazione di assunzione, omessa consegna del contratto di lavoro, omessa registrazione sul libro unico). Per accertate irregolarità nel pagamento di tributi sarà inoltre eseguito un recupero contributivo di circa 6000 euro.
Ma non è finita: i militari del N.A.S. di Bologna hanno elevato contravvenzioni in materia sanitaria per un totale di 1600 euro per violazioni inerenti la mancata comunicazione all’ASL dell’elenco dei prodotti utilizzati per la disinfezione delle attrezzature e per l’assenza temporanea del direttore tecnico: ne seguirà la proposta di sospensione dell'attività. Sono state inoltre sequestrate 19 confezioni di cosmetici prive delle indicazioni in lingua italiana. All’interno dei centri sono stati identificati anche alcuni clienti che stavano usufruendo di 'massaggi' particolari.

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